POLIZEI-BATAILLON 105
 
Sinossi
Luogo di origine (HStOrt): Brema
FPN: 38 739
Attivazione: 26 settembre 1939
Scioglimento/riorganizzazione: riorganizzato nel luglio 1942 come III/Polizei-Regiment 12
 
Note storiche
Battaglione costituito il 26 settembre 1939 sulla base di un contingente di riservisti VPS delle classi 1902-1909, inquadrato da un nucleo di ufficiali e sottufficiali in servizio attivo. Il reparto, così formato, riceve la denominazione iniziale di Ergaezungsbataillon II. L'ordine costitutivo, emesso dal RFSS, porta invece la data del 20 settembre e dispone la formazione di tre centurie (Hundertschaften) da subordinarsi al BdO "Hamburg". Inizialmente, le centurie del battaglione sono numerate 5a, 6a, 7a e 8a, salvo poi ricevere la numerazione 1a; dopodichè, una volta ricevuta la denominazione. Una di queste centurie, la 7a, il reparto addestrativo del KdSchupo bremen, vale a dire la Schutzpolizei-Ausbildungshunderschaft, costituita fin dal 1937, che viene incorporata direttamente nel battaglione. Al suo interno si trova il nucleo antisommossa del Polizeipraesidium "Bremen" (Ueberfallkommando), forte di circa una decina di uomini, che viene a sia volta integrato nel battaglione.
 
Il titolo del battaglione cambia tuttavia già nelle ore successive: il 27 settembre infatti l'Ergaezungsbataillon II viene rinumerato Polizei-Bataillon 106 mentre le sue centurie (Hundertschaften), vengono ridesignate come "compagnie". Questa variazione onomastica avviene attraverso un ordine del BdO "Hamburg", che anticipa un successivo decreto del RFSS datato 28 settembre, in base al quale viene disposta l'ulteriore rinumerazione dei battaglioni di polizia formati nel X Wehrkreis secondo la seguente sequenza:
- Polizei-Bataillon 101 inalterato
- Polizei-Bataillon 102 inalterato
- Polizei-Bataillon 103 inalterato
- Polizei-Bataillon 105 diviene Polizei-Bataillon 104 di Amburgo
- Polizei-Bataillon 106 diviene Polizei-Bataillon 105 di Brema
- Polizei-Bataillon 107 diviene Polizei-Bataillon 106 di Kiel
Questa risequenziazione divenuta effettiva a partire dal 5 ottobre 1939, si era resa necessaria per colmare il vuoto numerico conseguente alla rinumerazione, avvenuta in quei giorni, di un battaglione originario di Bruenn (Protettorato), il quale - inizialmente denominato IV/2 - era stato  sua volta rinumerato provvisoriamente "104", salvo poi essere definitivamente ribattezzato Polizei-Bataillon 42 (Wehrkreis IV - Dresda).
 
Dal punto di vista organizzativo il battaglione dispone di tre compagnie con circa 120 uomini ciascuna suddivise in tre plotoni, alle quali si uniscono poi un plotone mitraglieri formato con poliziotti di Amburgo e successivamente evolutosi in quarta compagnia pesante (4.sMG/Kp.), un plotone trasmissioni (Nachrichtentzug) divenuto operativo a metà gennaio 1940,  nonchè un reparto motorizzato (Kraftfahrstaffel) privo di mezzi, che verrà formalmente aggregato solo nel tardo aprile 1941. Il personale, reclutato in buona parte tra i riservisti di età compresa tra i 27 e i 40 anni è piuttoso eterogeneo ed appartiene a diverse classi sociali, prevalentemente della piccola borghesia. Diversamente, i quadri ufficiali sono formati con personale di ruolo, di età più bassa ed in buona parte iscritto alle SS. Quale comandante del battaglione viene nominato, da parte del KdSchupo "Bremen" (Johannes Schroers), il Maj. Hans Helwes, veterano della Prima Guerra Mondiale, coadiuvato da quattro ufficiali di compagnia e dai comandanti di plotone. Alcuni di questi ufficiali, così come molti sottufficiali, hanno nel proprio stato di servizio, l'occupazione dell'Austria e l'annessione dei Sudeti.
 
Nel tardo autunno 1939 la struttura del battaglione risulta essere la seguente:
- Comando battaglione: Maj. Hans Helwes
- Aiutante di battaglione: Eitel Borck
- Ufficiale amministrativo: Friedrich Volkmer
- Sottufficiale furiere: Hermann Peters
- 1a Compagnia: Oberleutnant Ernst Petersen
- 2a Compagnia: Oberleutnant Theodor Westphal
- 3a Compagnia: Oberleutnant Fritz Dittmar
- 4a Compagnia pesante: Hauptmann Gerd Sander
- Plotone trasmissioni: Hauptwachtmeister Emil Sauerwald
- Reparto motorizzato: Hauptmann Georg Scheuermann.
 
Quale sede inziale del battaglione viene scelta la caserma di polizia "Holdheim" di Brema-Oberneuland, nella quale si installano il comando battaglione e due compagnie. Le altre compagnie vengono invece alloggiate in una scuola del quartiere di Barkhof. Successivamente, nel novembre 1939, l'intero battaglione si trasferisce nella grande caserma Lettow-Vorbeck.
 
La fase addestrativa è prevista su un periodo iniziale di quattro settimane a partire dal 2 ottobre 1939, comprensive di addestramento fisico e formale, uso delle armi e guerra antipartigiana: il tutto in mezzo a notevoli difficoltà logistiche, comprendenti anche la carenza di equipaggiamenti invernali e le mediocri condizioni abitative della caserma. Il passaggio del battaglione da tre a quattro compagnie e dei plotoni da tre a quattro gruppi provoca ulteriori ritardi nell'addestramento, così come l'eterogeneità dell'equipaggiamento, che costringe a differenti sessioni di tiro, in particolare riguardo all'uso delle mitragliatrici. All'addestramento militare si aggiunge poi l'indottrinamento ideologico, che sottrae ore preziose alla formazione tattica del personale. Tutto ciò si riflette sulla preparazione complessiva del battaglione, che sebbene a corto di preparazione, il 30 aprile 1940 - giorno successivo al giuramento - riceve l'ordine di trasferimento sull'isola baltica di Ruegen.
 
Sulla base dell'ordine del RFSS compilato il giorno 29 aprile 1940 e riportato il giorno successivo dal BdO Querner, il Polizei-Bataillon 105 lascia Brema il 1 maggio e raggiunge Ruegen presso Stralsund sulla costa del Baltico, dove si insedia nei grandi fabbricati della KdF con una forza complessiva di 450 uomini. Rimane distaccata a Brema la 4./105 con 55 uomini; tale compagnia, rimarrà aggregata al Polizei-Bataillon 104 fino al 25 marzo 1941 e con tale battaglione servirà in Polonia dal 1 agosto al 1 novembre 1940. Dopodichè, nel tardo marzo 1941 verrà riassegnata al Polizei-Bataillon 105, al suo rientro dalla Norvegia.
 
La permanenza a Ruegen del Polizei-Bataillon 105 si protrae per tutto il mese di maggio 1940, durante il quele viene migliorato la preparazione del personale, con addestramento formale e sessioni di tiro; dopodichè nel contesto degli eventi collegati all'invasione tedesca di Danimarca e Norvegia, viene dapprima trasferito via ferrovia da Ruegen a Flensburg (29 maggio) e da qui a Frederikshavn in Danimarca (31 maggio), e quindi via mare da Frederikshavn a Larvik (2 giugno) ed infine Oslo, in Norvegia, dove giunge il 3 giugno 1940. A Oslo il battaglione prende alloggio in una scuola.
 
Tra i compiti attribuiti al Polizei-Bataillon 105 a Oslo vi è la sorveglianza del comando del BdO "Norwegen" e di altri obiettivi collegati ad esso, il controllo delle spiagge e delle vie di comunicazione, posti di blocco, servizi di guardia alle prigioni (tra cui la prigione di stato Moellergate e quella nella fortezza di Akershus), pattugliamenti motorizzati in città e nei dintorni nonchè la supervisione della polizia norvegese rimasta in servizio. Inoltre viene continuato l'addestramento del personale ed istituito un servizio di scorta ai trasporti di legname tra Bergen e Oslo, necessari per erigere una grande campo di polizia nei pressi della capitale norvegese. L'alternanza a questi servizi avviene con rotazioni tra le compagnie effettuate ogni tre giorni. Nel tardo ottobre 1941, su ordine del BdO "Norwegen", viene istituito un reparto di sicurezza con personale delle tre compagnie del battaglione, incaricato di scortare nel Reich un gruppo di 27 prigionieri politici norvegesi. Detto ciò, il periodo di servizio in Norvegia per il Polizei-Bataillon 105 scorre senza particolari preoccupazioni, e con molto tempo libero lasciato ai poliziotti, soprattutto dopo l'inizio dell'inverno. Questa situazione è confermata dalle sole due perdite subite dal battaglione in Norvegia: un Wachtmeister deceduto a seguito di un coma etilico ed un poliziotto in licenza annegato per l'affondamento del piroscafo che lo riportava in Germania.
 
Formalmente, il 7 gennaio 1941 il Polizei-Bataillon 105 viene ribattezzato Reserve-Polizei-Bataillon 105: appellativo del tutto formale che non ha alcuna ripercussione sullo status del battaglione. L'ordine proviene dal BdO "Hamburg", su precedenti disposizioni del RSFF (20 dicembre 1940).
 
Il 14 febbraio 1941 dopo circa otto mesi di servizio in Norvegia, il Polizei-Bataillon 105 viene richiamato in Germania e sostituito ad Oslo dal Polizei-Bataillon 253. Fanno eccezione alcuni ufficiali amministrativi ed una quarantina di poliziotti che rimangono in Norvegia ancora per alcuni giorni al fine di sbrigare le pratiche di rientro e gli ultimi servizi di logistica.
 
Il rientro del battaglione in Germania avviene con passaggio autorizzato attraverso il territorio della neutrale Svezia, fino al porto di imbarco di Trelleborg e da qui con un piroscafo fino a Ruegen, con una pericolosa traversata di 13 ore, minacciata da aerei e sommergibili nemici e banchi di ghiaccio alla deriva.
 
Una volta rientrato a Brema, presso la caserma Hildheim, il Polizei-Bataillon 105 completa i suoi ranghi con il rientro della 4./105 richiamata dal Polizei-Bataillon 104, nonchè con il successivo innesto del reparto motorizzato: relativamente alla Kraftfahrstaffel, era stata costituita a Colonia il 30 aprile 1940 e quindi subordinata al BdO "Saarbruecken"; dopodichè, il 1 dicembre 1940 era stata aggregata al Polizei-Bataillon 66, salvo poi passare al BdO "Hamburg" (25 aprile 1941) e da questi al Polizei-Bataillon 105. Per quanto riguarda invece la 4./105, l'8 marzo 1941 era stata di fatto disciolta per plotoni, ciascuno dei quali assegnato ad una compagnia del Polizei-Bataillon 105.
 
Oltre  al riassetto strutturale, durante il suo periodo di permanenza in Germania il Polizei-Bataillon 105 smobilita un certo numero di poliziotti, subito sostituiti da altri riservisti trasferiti dal servizio di reviere e riceve altresì diversi nuovi sottufficiali. In questa fase il battaglione è utilizzato in attività di sorveglianza costiera nell'area di Brema e di sorveglianza ai campi di lavoro.
 
Il 26 maggio 1941 dopo circa 14 settimane di ristrutturazione e riassetto, il Polizei-Bataillon 105 lascia Brema in direzione di Dirschau, nel "corridoio polacco" non lontano da Danzica, dove giunge il giorno successivo. Questo trasferimento ricade nei preparativi di Barbarossa ed infatti, dal 28 maggio il battaglione viene ufficialmente aggregato alla Sicherungsdivision 207 ed inizia la sua marcia verso Wehlau in Prussia Orientale, a est di Koenigsberg. Da Dirschau, viaggiando solo di notte, il battaglione segue il seguente percorso: Brust (31 maggio), Danzica (1 giugno), area Marienburg/Elbing (7-10 giugno) - Braunsberg (11-13 giugno) - Koenigsberg (16 giugno) - Tilsit (21 giugno).
 
L'Operazione Barbarossa inizia, per il Polizei-Bataillon 105, il giorno 26 giugno 1941 dalla località di Perdollen, circa 60 km a nord-est di Koenigsberg, con una rapida avanzata che lo porta a superare in serata la frontiera lituana sulla direttrice Tilsit-Taurage. I poliziotti indossano le ordinarie uniformi di polizia, sulla cui manica sinistra, all'altezza del polso, è stata fissata una fascia con la dicitura "Deutsche Wehrmacht", a significare la subordinazione del battaglione all'Esercito. Tale fascia da braccio caratterizza tutti i battaglioni di polizia inquadrati nelle divisioni della Wehrmacht operanti sul fronte russo. L'avanzata, da Tilsit-Taurage, prosegue quindi su Raseiniai, raggiunta il 27 giugno, dove il battaglione si insedia e dove svolge servizio di guardia ad un campo di prigionieri russi. Da sottolineare come, secondo un ordine rilasciato il 24 giugno dal comandante del battaglione, Maj. Helwes, "ogni persona sospetta debba essere fucilata". Tra i cosiddetti sospetti, oltre ai fuggiaschi, ai comunisti ed ai presunti partigiani, sono compresi anche anche gli ebrei.  
 
Durante la permanenza a Raseiniai un poliziotto della 2./105 rimane ucciso dal fuoco di un suo commilitone in servizio di sentinella, per non aver potuto o saputo rispondere alla parola d'ordine. Si tratta della prima perdita in combattimento subita dalla Polizei-Bataillon 105 dal momento della sua attivazione, nell'autunno 1939. 
 
Le compagnie 1./105 e 2./105 rimangono a Raseiniai fino al 5 luglio, mentre la 3./105 - temporaneamente aggregata al Panzergruppe 4 - viene fatta proseguire per Siaulai e da qui verso Bauska, città lettone a sud di Riga (4 luglio). Il 2 luglio, su ordine del Chef des Kommandoamtes viene assegnato al Polizei-Bataillon 105 il numero di posta militare 38 739. Negli stessi giorni (circa 4 luglio) viene perpetrata, da parte di un plotone d'esecuzione della 1./105, guidato dall'Hptm. Petersen, la fucilazione di sette sospetti partigiani. Dopodichè, con l'arrivo a Raseiniai della Sicherungsdivision 281, anche le compagnie 1./105 e 2./105 vengono inviate in direzione nord, verso Bauska e la frontiera lettone.
 
Sulla strada per Bauska le due compagnie fanno tappa per circa una settimana a Kursenai, ad ovest di Siaulai. Qui, verso il 6 luglio, prendono alloggio in una scuola, in un caseificio e in diverse case requisite agli ebrei. Secondo le lettere scritte alla moglie dal fotografo del battaglione, Hans Hespe, gli ebrei di Kursenai sono utilizzati come servitori e schiavi per ogni necessità dei poliziotti. Ogni mattina, all'alba, gruppi di ebrei vengono selezionati per effettuare lavori di corvée. Le loro case sono saccheggiate ed ogni oggetto può essere predato ed inviato in Germania. Non ci sono regole: secondo Hespe gli ebrei diventano "caccia libera (freiwild)" e ciascuno di essi può essere arbitrariamente catturato e posto a servizio in qualsiasi momento. Per costoro, come riferito da Hespe, "non c'è più alcun futuro".
 
Verso il 14 luglio, dopo circa una settimana a Kursenai, le due compagnie vengono separate: la 2./105 con il comando battaglione e il plotone trasmissioni proseguono per Riga in Lettonia, mentre la 1./105 viene spostata a Siaulai, che da fine giugno era divenuta baricentro della Sicherungsdivision 207; tale compagnia viene quindi subordinata alla locale Kommandantur della Wehrmacht, dalla quale dipende anche il campo di prigionia Dulag 102. A Siaulai la 1./105 prende alloggio in una scuola ed inizia a svolgere servizi di sicurezza lungo le vie di comunicazione. La 1./105 rimane a Siaulai dal 17 al 22 luglio circa, allorchè riceve l'ordine di trasferimento a Riga, in modo da rimpiazzare la 2./105 a sua volta spostata a Jelgava (19 luglio). La 1./105 entra nella capitale lettone il 24 luglio e prende alloggio in una scuola. A Siaulai viene poi richiamata anche la 3./105, che lascia quindi il Panzergruppe 4 e ritorna a disposizione della Sicherungsdivision 207. Questa compagnia, che verso il 3 luglio si trovava dislocata a Raseiniai, era stata aggregata al Panzergruppe 4. Sotto tale comando aveva raggiunto Bauska, sul confine lettone ed era stata assegnata alla sorveglianza della diga di Kegums, sulla Dvina ad est di Riga. Dopodichè ceduto tale incarico ad un reparto di ausiliari lettoni, (8-9 luglio), aveva proseguito in direzione di Riga, salvo poi fare ritorno a Siaulai; a Siaulai la 3./105 rimarrà fino alla metà del mese, allorchè riceve l'ordine di trasferimento a Gdov, in Russia.
 
Provenienti da Kursenai e dopo un breve periodo a Riga, il comando battaglione e la 2./105 vengono trasferiti il 19 luglio a Jelgava, circa una quarantina di km a sud della capitale lettone. A Jelgava il Maj. Helwes viene nominato responsabile della sicurezza delle vie di comunicazione nel settore della Sicherungsdivision 207, con l'incarico di provvedere, con presidi e pattuglie, alla sorveglianza di ponti, depositi, punti di rifornimento e installazioni ferroviarie. La permanenza a Jelgava dei reparti del Polizei-Bataillon 105 si protrarrà fino al 29-30 luglio.
 
Secondo quanto risulta dai dati disponibili, non vi sarebbe stato coinvolgimento di reparti del Polizei-Bataillon 105 nella distruzione degli ebrei di Jelgava, perpetrato dalla polizia locale lettone e da un distaccamento dell'Einsatzkommando II, comprendente anche alcuni poliziotti della 1./Polizei-Bataillon 9. A questo proposito, negli anni Sessanta, una dozzina di uomini della 2./105 - tra cui l'Oltn. Theodor Westphal - verranno sentiti in qualità di testimoni durante l'istruttoria relative all'eccidio di Jelgava, senza tuttavia che emergesse alcun fatto concreto. Tuttavia, che vi fossero state esecuzioni di massa di ebrei, precedentemente al loro arrivo a Jelgava, sarebbe stato un fatto noto ai poliziotti, sulla base di racconti riferiti loro dalla popolazione lettone locale. Dopodichè, durante i giorni di permanenza a Jelgava del Polizei-Bataillon 105 (dal 19 al 30 luglio), non vi sarebbero state ulteriori esecuzioni di ebrei: anche perchè nel corso di luglio Jelgava era stata ufficialmente dichiarata Judenfrei ("libera" da ebrei).
 
A differenza delle altre due compagnie, di volta in volta dislocate a Siaulai, Riga e Jelgava, verso metà luglio la 3./105 viene inviata a presidiare il villaggio di Gdov, sulla sponda orientale del lago Peipus: di conseguenza, attorno alla metà di luglio la compagnia lascia Siaulai e raggiunge dapprima la località di Ape (Hoppenhof) al confine tra la Lettonia e l'Estonia (17 luglio) dove si trattiene per un paio di giorni e quindi entra in territorio russo, raggiungendo Pskov ed infine Gdov, situata su una delle direttruci di collegamento verso Leningrado. Il compito della compagnia - operativamente aggregata al Wacht-Bataillon 531 - è quello di sorvegliare un campo di prigionia nel settore del XXXVIII AK. In questo settore la compagnia si trova a perpetrare fucilazioni con cadenza pressochè giornaliera, aventi come vittime comunisti, presunti partigiani ed anche civili di sentimenti antitedeschi. Le esecuzioni avvengono in fosse comuni e lo stesso comandante di compagnia, Dittmar, prende parte ad alcune di esse.
 
Il periodo di permanenza a Riga dei reparti del Polizei-Bataillon 105 si protrae complessivamente dal 14 luglio all'inizio di settembre: in particolare, la 1./105 dalla fine di luglio alla fine di agosto svolge servizio di sorveglianza ad alcuni ponti ed obiettivi nella regione di Riga, quali Friedrichstadt, diga di Kegums e ponti ferroviari di Kreuzburg, Ogre e Aviekste; tali servizi sono svolti in collaborazione con reparti di ausiliari lettoni. Diversamente, la 2./105 e il comando battaglione lasciano Riga verso il 4 agosto e vengono trasferiti a Cesis, località a nord-est della capitale, dove presteranno servizio fino ai primi di settembre. Per parte sua, la 3./105 continua ad operare a Gdov fino all'11 agosto, dopodichè viene inviata verso Rakvere, in Estonia. In linea generale, il periodo di permanenza a Riga dei reparti del Polizei-Bataillon 105 è caratterizzato da continue razzie di oggetti, valori, vestiario e vettovaglie, che i poliziotti e gli stessi ufficiali del battaglione inviano impunemente alle loro famiglie in Germania. 
 
A Cesis la 2./105 viene subordinata alla Ortskommandantur II 346 e svolge compiti di sicurezza e sorveglianza alle vie di comunicazione: in particolare sono oggetto di guardia i ponti "Westphal", quello sul Gauja e quello ferroviario. Circa mezzo plotone della 2./105 è alloggiato in una locanda, mentre il comando battaglione ed il resto della compagnia prendono base in una scuola. A Cesis, secondo la testimonianza del Maj. Helwes, rilasciata dopo la guerra nel corso delle indagini relative all'eccidio della locale comunità ebraica, egli avrebbe rifiutato di concedere uno dei propri plotoni nonchè gli autoveicoli del battaglione per il trasporto e la scorta di un gruppo di 150 ebrei, in procinto di essere fucilati, così come invece chiestogli dal comandate della prigione di Cesis, nella quale tali ebrei erano rinchiusi. La richiesta, inoltratagli dall'SS-Obersturmfuehrer comandante della prigione, sarebbe stata respinta da Helwes per via della subordinazione del battaglione alla Wehrmacht ed in forza degli ordini ricevuti a suo tempo da von Tiedemann, comandante della Sicherungsdivision 207, che proibivano la collaborazione tra i reparti divisionali e le unità di SS e polizia, per quanto riguarda le attività non-militari.
 
Il servizio a Cesis della 2./105 si conclude all'inizio di settembre 1941 e l'intero Polizei-Bataillon 105 - fatta eccezione per la 3./105 - si mette in marcia per Valga, sulla frontiera tra Estonia e Lettonia. Da qui raggiunge Tartu (Dorpat) - dove si trattiene pochi giorni - e quindi entra in territorio russo, prendendo base a Pskov, sulla cuspide meridionale del lago Peipus; a questo punto inizia, attraverso un difficile terreno di paludi e di foreste, una veloce marcia di trasferimento verso nord, che si concluderà a Narva verso metà settembre. Per parte sua, la 3./105 l'11 agosto riceve l'ordine di trasferimento a Rakvere, tra Tallinn e Narva: il suo compito, dal 21 agosto, è quello di sorvegliare un campo di prigionia da poco istituito nella località di Tamsalu, a sud di Rakvere.
 
Circa nello stesso periodo, secondo un ordine emanato il 29 agosto dal comandante delle retrovie nord Berueck 101 von Roques, inizia la formazione di reparti ausiliari Schuma estoni, come complemento alle divisioni di sicurezza della Wehrmacht operanti nel settore nord. Presso tali reparti, rivestiti di compiti organizzativi, amministrativi e di collegamento con i comandi tedeschi, vengono distaccati degli ufficiali e sottufficiali di polizia messi a disposizione dai Polizei-Bataillone 2, 65 e 105. Il Polizei-Bataillon 105, per parte sua, incarica il comandante della 3./105, Fritz Dittmar e quattro NCO, che vengono assegnati ad una battaglione estone in formazione a Tartu; tale battaglione inizialmente denominato Estnische-Sicherungs-Abteilung "Dorpat", assumerà in seguito il titolo di Estnische-Schuma-Bataillon 37.
 
Attorno alla metà di settembre, le compagnie 1./105 e 2./105 con il comando battaglione lasciano Narva e si dirigono a Kingisepp di poco più ad est: la 1./105 prende base in una vecchia caserma sovietica, mentre la 2./105 si insedia poco più a nord nella località di Kotly. Poco dopo una ulteriore avanzata porta le due compagnie a Krasnoje Selo, verso metà settembre: da questa località, distante solo 25 km da Leningrado è possibile osservare i bombardamenti e gli incendi che devastano l'antica capitale degli zar. In questa fase il compito del battaglione è il controllo delle migliaia di civili (perlopiù donne, vecchi e bambini)  che dalla zona di combattimento attorno a Leningrado cercano scampo verso sud; secondo le istruzioni della Wehrmacht, ogni "persona sospetta" deve essere consegnata alla Polizia di Sicurezza per ulteriori verifiche. Tutto ciò origina ovviamente abusi e maltrattamenti, che uniti alla fame ed allo sfinimento, provocano numerose vittime tra i profughi. La 1./105, in particolare,è incaricata di registrare e scortare colonne di fuggiaschi dall'area di Uritsk a quella di Duderhof/Krasnoje Selo.
 
L'eccessiva vicinanza del fronte rende comunque impossibile la permanenza a Krasnoje Selo del Polizei-Bataillon 105 il quale, su ordine del comandante delle retrovie della 18a Armata (Korueck 583), Generale Hans Knuth, viene ritirato più a sud, nella località di Volosovo, dove già si trova il comando dello stesso Korueck 583. Volosovo, peraltro, si affaccia sulla linea ferroviaria Narva - Kingisepp - Leningrado ed ospita il campo di prigionia Dulag 102. Dal 20 settembre circa, la vicina località di Kempolovo con i suoi apprestamenti logistici (Waldlager Kempolowo) diviene quindi il quartiere invernale del comando battaglione, del plotone trasmissioni e della 2./105; la 3./105, che una volta concluso il servizio a Tamsalu si era unita al resto del battaglione, è invece acquartierata a Klopitsy, a circa due km da Kempolovo. Attorno al 23 settembre a Klopitsy giunge anche la 1./105 la quale, poche settimane dopo, alla fine di novembre, si trasferisce Yablonitsy, poco a sud di Volosovo.
 
Costituito attorno ad un improvvisato campo di volo sovietico, con baracche, bunker ed una gelida caserma centrale in pessime condizioni, Kempolovo alloggia anche reparti della Wehrmacht, con i quali tuttavia, i poliziotti hanno pessimi rapporti. Ad esempio, nell'ottobre 1941 un ordine di Helwes proibisce ai suoi uomini di porgere il saluto ai militari, fossero essi ufficiali o soldati semplici. In compenso, dal vicino campo di prigionia di Volosovo, viene trasferito un contingente di prigionieri russi, nel ruolo di servitori per ogni esigenza dei poliziotti. Alcuni di questi vengono passati per le armi: così avviene il 2 ottobre da parte di un plotone d'esecuzione della 2./105 (due vittime) e quindi verso il 18 novembre (25-28 vittime). Queste ultime sono fucilate su diretto ordine di Helwes, apparentemente per avere pianificato un tentativo di fuga; in questo caso l'esecuzione viene perpetrata nel cuore della notte, in una fossa comune non lontano dagli alloggi del battaglione.
 
Il trasferimento del Polizei-Bataillon 105 nell'area Kempolovo/Volosovo, coincide sostanzialmente con l'inizio della guerra antipartigiana da parte dei poliziotti, destinati a tale ruolo dal comando della Sicherungsdivision 207 (22 settembre). Nella categoria "partigiani" oltre ai guerriglieri in armi, sono compresi anche i comunisti, i commissari politici, gli ebrei, i civili "sospetti", i prigionieri in fuga e chiunque altro venga considerato ostile alla Germania, ad esclusiva discrezione dei poliziotti, che diventano così inquisitori, giudici e carnefici. Nell'ambito della guerra antipartigiana sono incluse le rappresaglie contro i civili e la distruzione di villaggi, al fine di privare i guerriglieri di ogni possibile rifugio. Nella maggior parte dei casi gli interrogatori dei contadini e le perquisizioni dei villaggi non portano ad alcun risultato se non a quello di terrorizzare la popolazione, che vessata e punita con ogni minimo pretesto, vede sovente le proprie case date alle fiamme, con la prospettiva di ritrovarsi all'addiaccio nella foresta, in un clima impietoso. Gli interrogatori avvengono attraverso l'uso di interpreti due dei quali, di origine estone, sono aggregati al Polizei-Bataillon 105. In molti casi le incursioni nei villaggi avvengono senza che sia concesso agli abitanti tempo sufficiente a lasciare le loro case: in questi casi i ritardatari - quasi sempre donne e bambini - cadono vittime delle granate che i poliziotti, dall'esterno, lanciano alla cieca attraverso le finestre.
 
In alcuni casi invece, i poliziotti si trovano a dover sostenere scontri armati con gruppi organizzati di guerriglieri: come nel caso di Tschingirinka, 15 km a nord di Kingisepp, con la 2./105 coinvolta l'11 novembre in un pesante combattimento attorno ad un gruppo di bunker presidiati da un nucleo partigiano, poi annientato al prezzo di quattro morti e cinque feriti.
 
Vi sono poi occasioni che vedono i partigiani evitare lo scontro diretto: il 3 ottobre 1941 ad esempio, ai margini di un piccolo villaggio un gruppo di 12 guerriglieri si dà alla fuga di fronte all'arrivo della 1./105, che poco dopo riesce a catturare, oramai morente, il commissario politico del gruppo, un ex-tenente sovietico datosi alla macchia. In un caso analogo avvenuto l'8 ottobre, un gruppo di 20 partigiani abbandona il terreno dopo aver lasciato due uomini nelle mani dei poliziotti. Quella stessa notte, probabilmente per tentare di liberare i loro commilitoni, i guerriglieri tentano l'attacco ai poliziotti, che reagiscono fucilando i due prigionieri.
 
Attorno alla metà di novembre un plotone d'esecuzione della 1./105 passa per le armi quattro civili e quattro prigionieri di guerra ed un paio di giorni dopo, il 17 novembre, il battaglione subisce il suo settimo caduto: cui fa seguito, per rappresaglia, la fucilazione di otto civili tra i 17 e i 22 anni.
 
Secondo un ordine della Sicherungsdivision 207, datato 6 gennaio 1942, l'Estnische-Sicherungs-Abteilung "Dorpat" viene subordinato al Polizei-Bataillon 105 ed il tal senso il Maj. Helwes viene incaricato di sovrintendere all'addestramento, all'impiego ed all'equipaggiamento di tale battaglione ausiliario, presso il quale rimangono distaccati alcuni poliziotti tedeschi.
 
  
   
 
[SEGUE]

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