Richard C. Lukas:
Forgotten Holocaust
The Poles under German occupation 1939 -1944
 
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stelline 3 

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     lukas
   
Diciamo subito, tanto per mettere un punto fermo, che questo libro non ci è piaciuto.
E non ci è piaciuto forse più per alcuni particolari, che per il suo livello complessivo: e se è vero che il nostro giudizio circa la validità di un libro è solitamente influenzato dai suoicontenuti e non certo dal suo contenitore, è anche vero che l'impatto iniziale, d'emblée per così dire, può talvolta - come questo caso - dare il suo contributo più o meno significativo.
Ma procediamo con ordine.
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Il primo appunto riguarda la scelta del titolo.
Tenuto conto che il titolo di un libroè un po' il suo biglietto da visita, ebbene,in questo caso, l'impressione è stata negativa. Per motivi sui quali non staremo a dilungarci in questa sede, consideriamo infatti del tutto improprio l'uso del termine "Olocausto", sia per quanto riguarda il Genocidio ebraico, che - e con ancor maggiore convinzione - per tutti gli altri casi. Si può discutere a lungo sul fatto che una parola possa subire, con il tempo, una "mutazione genetica" del suo significato, fino ad assumere un proprio valore specifico, riferito precisamente all'uso che se ne fa; tuttavia non riusciamo proprio a prescindere dall'etimologia originale della parola(Olòkayston), nonchè dal suo significato metaforico e biblico (Offerta a Dio).
Pertanto, respingiamo come strumentale ed inappropriata, la scelta, di un titolo come "Forgotten Holocaust" da parte di Richard C. Lukas.
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E veniamo al nocciolo della questione.
Non riusciamo proprio a capire - e sarà anche un nostro limite....- quale sia il punto focale, lo "Schwerpunkt" per dirlo alla von Clausewitz, di questo libro: forse l'occupazione nazista della Polonia alla quale à dedicato un capitolo (il primo)? O forse la resistenza dei Polacchi all'invasore (due capitoli)? O magari le relazioni tra Polacchi ed Ebrei (un capitolo)? La Rivolta di Varsavia (settimo capitolo)? Il governo polacco in esilio a Londra (sesto capitolo)?
La risposta è tutte queste cose insieme e nessuna. In realtà, attraverso l'uso strumentale di un titolo già di per sè discutibile, l'obiettivo di Lukas è quello di riscoprire (1) le innegabili (ed innegate) sofferenze subite dai polacchi cristiani nel periodo 1939-1945.
E fin qui nulla da eccepire.
Tuttavia,per colpire l'immaginario del lettore, Lukas si serve di un dato che contiene una basilare contraddizione,ma che viene ripetuto più volte nel corso del libro (2): vale a dire il totale di5.384.000cittadini Polacchi caduti vittime di guerra (3), di cui però, per ammissione dello stesso Lukas,circa il 50% furono Cristiani, e 50% Ebrei.
A questo punto però, non si capisce per quale motivo, occupandosi di un "Olocausto dimenticato" (quello polacco-cristiano), Lukas debba conteggiare anche le vittime del Genocidio "classico" (quello ebraico-polacco), che furono soggette a dinamiche storiche alquanto diverse: una scelta, quella di mescolare i dati, che ci lascia perplessi, in quanto sembra implicare, da parte dell'autore, una opaca volontà di sovrapporre due contesti differenti, spesso conflittualitra di loro e che, proprio per reciproca chiarezza, dovrebbero essere trattati separatamente.
 
In tal senso, essendo noi assertori dell'unicità storica del Genocidio ebraico, troviamo del tutto fuori luogo l'equiparazione ad esso di altri eventi distruttivi, certamente devastanti, ma non paragonabili per molte ragioni. Dopodichè, essendo anche fautori dell'approccio multilaterale quale metodo per la comprensione del Genocidio ebraico, siamo anche del tutto favorevoli ad un confronto fra temi interconnessi: a patto però, che non vengano alterate - soprattutto con attitudini strumentali -certe scale valoriali che a nostro avviso non possono essere modificate.
E' Forse inutile sottolineare come non vi sia, da parte nostra, alcuna volontà di sminuire il dramma subito dai Polacchi Cristiani sottomessi al giogo nazista -a noi ben noto ed altrove puntualizzato (4) - nè ci sfugga il ruolo avuto da migliaia di essi nel salvataggio dei loro concittadini Ebrei (5): al contrario, è proprio per sgombrare il campo da ogni possibile ambiguità e da inutili apologie e strumentalizzazioni, che consideriamo il volume di Richard C. Lukas, almeno sotto questo punto di vista, del tutto inadeguato.
 

(1) Fin dal 1942 era stato pubblicato, a cura del Governo Polacco in esilio a Londra il volume "The German New Order in Poland" che fotografava, in tutta la sua drammaticità, l'occupazione nazista della Polonia.
(2) Pagg. 38-39, 93, 232.
(3) Prigionia, campi di concentramento, incursioni, esecuzioni, annientamento dei ghetti, epidemie, fame, lavoro eccessivo e maltrattamenti. Si veda pag. 39.
(4) Si veda la nostra recensione di Genesis des Genozids, di Mallmann/Musial. Qui 
(5) Dalle statistiche ufficiali dello Yad Vashem, emerge in tutta la sua positiva evidenza il numero dei Polacchi Cristiani, assurti al rango di Giusti tra le Nazioni.
 

 

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