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UNITA' HUMINT 6154:
Human Intelligence
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Unità Humint 6154 photo section
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Secondo la definizione fornita dai manuali NATO, per Human Intelligence o HUMINT, si intende quella categoria dei servizi informativi incentrata sulle notizie raccolte e fornite da fonti umane; tutto questo  in contrapposizione ai diversi canali dell'intelligence tecnologica basati sull'elettronica, le intercettazioni, i satelliti, l'informatica ed altro (ELINT, SIGINT, VISINT, ecc.).
Sotto tale punto di vista, la raccolta di informazioni in ambito HUMINT può essere attuata sia attraverso l'utilizzo/reclutamento di fonti locali più o meno consapevoli, collaborative ed affidabili, sia mediante l'impiego sul campo di propri agenti appostamente infiltrati, sia prendendo parte ad operazioni non convenzionali attuate assieme ad unità speciali.  
Il risultato ottenuto dall'incrocio di questi metodi operativi sarà un quadro di "prima mano", che a sua volta andrà ad integrarsi con quelli ottenuti dai canali tecnologici entro un sistema complessivo di collaborazioni e sinergie.
Per quanto riguarda lo stato israeliano, le agenzie preposte alla raccolta di intelligence sono essenzialmente tre: il Mossad, impegnato principalmente verso l'esterno, lo Shin Beth (Shabak), competente sulla sicurezza interna e l'Aman (Agaf Ha'Modi'in), responsabile delle informazioni a carattere militare. Quest'ultimo, a sua volta, dispone di una serie di dipartimenti, unità e strutture semi-autonome, collegate ai diversi ambiti delle forze armate (vale a dire i dipartimenti di intelligence di Esercito, Marina e Aviazione), nonchè di proprie unità subordinate direttamente al comando centrale di Aman, tra cui la ben nota Unità 8200 (intelligence elettronica ELINT e guerra informatica) e la meno conosciuta Unità 6154, preposta alle operazioni di genere HUMINT. Ad esse si aggiungono poi l'Unità 9900, altamente classificata e responsabile dell'intelligence satellitare (VISINT), nonchè il Sayeret Mat'kal, che rappresenta il braccio operativo di Aman in termini di intelligence strategica e ricognizione a lungo raggio.
Per quel poco che è dato sapere, le tracce più recenti circa l'esistenza di una unità preposta ai ruoli HUMINT nell'ambito di Aman, possono essere fatte risalire al 2004, allorchè venne pubblicamente alla luce - con ampio clamore mediatico - l'esistenza di un centro detentivo segreto denominato Camp 1391 situato in un vecchio comando fortificato della polizia mandataria nei dintorni del kibbutz Barkai, presso Pardes Hanna-Karkur. Il campo, destinato a rinchiudere detenuti palestinesi particolarmente pericolosi - e per questo definito dai media la "Guantanamo di Israele" - sarebbe stato gestito congiuntamente dallo Shin Beth e da Aman, quest'ultimo tramite elementi di una cosiddetta Unità 504, incaricata di indurre i reclusi a collaborare, ovvero di reclutare tra di essi informatori ed agenti.
 
Le origini
In realtà, l'esistenza di una Unità 504 risulta essere ben antecedente rispetto al ruolo avuto nella controversa gestione del Campo 1391 e sembra possa essere fatta risalire al 1948, quando iniziò ad operare un nucleo denominato Modi'in 10, incaricato di recuperare informazioni tra i residenti arabi di Israele, in cambio di favori, denaro e di armi per autodifesa.
Questo nucleo sarebbe poi confluito in Aman nel 1950 e subito dopo ribattezzato "Unità 154", incaricato dei medesimi compiti. In tale periodo - inizio degli anni Cinquanta - era particolarmente alta l'attenzione dei servizi di intelligence israeliani nei confronti della Siria, a sua volta impegnata a stendere una propria rete di agenti in Alta Galilea: motivo per cui - al di là delle rivalità reciproche - sarebbe stata avviata una buona collaborazione tra Aman e lo Shin Bet, attraverso la definizione di ambiti e responsabilità. Come conseguenza, il ruolo dell'Unità 154 venne esteso all'intero territorio israeliano, compreso il fronte meridionale egiziano, dove iniziò ad operare un distaccamento dell'unità agli ordini di Ya'akov Nimrodi. Complessivamente, durante gli anni Sessanta, furono costituiti tre comandi d'area da parte dell'Unità 154:
 
- il comando settentrionale competente sul Golan e la frontiera con il Libano;
- il comando centrale competente sulla Cisgiordania
- il comando meridionale competente sul territorio del Sinai
 
Particolarmente intensa sarebbe stata l'attività dell'Unità 154 lungo la frontiera con la Giordania, legata soprattutto al reclutamento di corrieri, contrabbandieri e trafficanti di droga, per via dei solidi contatti e parentele che questi avevano tra le tribù arabo-beduine lungo entrambi i lati della linea di demarcazione. Evidentemente, per l'Unità 154 si trattava di un'attività del tutto spregiudicata, ma che sembra abbia fornito importanti risultati, sia tra i drusi della Galilea, sia tra i beduini di Giordania e del Negev.
In data successiva, tra il 1963 ed il 1964, durante gli anni della gestione congiunta Mossad/Aman da parte del Magg.Gen. Meir Amit, fu deciso di sopprimere l'Unità 154 e di affidarne le funzioni esterne al Mossad, apparentemente allo scopo di evitare sovrapposizioni. Tale situazione si sarebbe protratta fino al 1967, anno del ritiro di Amit dal servizio attivo, allorchè venne sovvertita con la riassegnazione ad Aman dei ruoli collegati allo HUMINT militare. In tale periodo fu quindi costituita l'Unità 504, destinata a rimanere in attività per almeno 30 anni. Primo comandante del reparto fu Shmuel Goren il quale tra l'altro, dopo la presa di Gerusalemme, ebbe un ruolo nel recupero di alcune parti dei Rotoli del Mar Morto.
Il ripristino nell'ambito di Aman di un collettore di risorse HUMINT fece si che l'Unità 504 potesse avere un suo ruolo nella celebre operazione "Ira di Dio" (Mivtza Elohim), attuata contro i responsabili dell'eccidio di Monaco '72 dalle unità "Kidon" del Mossad-Divisione operazioni speciali "Cesarea" anche grazie alle informazioni raccolte in Libano dalle cellule di Aman.
Infatti, quale conseguenza delle azioni terroristiche perpetrate da Settembre Nero tra il 1968 e il 1974 e della reazione israeliana contro le sue basi ospitate nel Libano meridionale, a partire dall'inizio degli anni Settanta il territorio libanese a sud del fiume Litani era divenuto la principale area di azione dell'unità 504, la quale iniziò a ottenere informazioni attraverso il reclutamento di informatori tra le diverse etnie della zona, dai contatti con i miliziani cristiani del sud-Libano, dagli interrogatori dei prigionieri in mano israeliana, nonchè dai propri agenti impegnati sul terreno.
In particolare, una stretta collaborazione avrebbe legato l'Unità 504 con il cosiddetto Esercito del Libano del Sud (ELS) di Saad Haddad, formato nel 1976 da miliziani cristiani filo-israeliani - molti dei cui ufficiali sarebbero stati al servizio di Aman - e tale rapporto sarebbe continuato fino al definitivo collasso dell'ELS, avvenuto nel maggio 2000.
Questa familiarità con l'ambiente libanese, nonchè l'appoggio fornitogli dall'ELS consentì all'Unità 504 di prevalere - tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta - su tutte le altre agenzie di intelligence/security, impegnate da Israele nel Paese dei Cedri; successivamente, dopo l'invasione del 1982, allo scopo di porre ordine in quello che sembrava configurarsi come un caos sempre meno organizzato, il primo ministro Menachmeh Begin diede all'allora direttore dello Shin Beth, Avraham Shalom, l'autorità di coordinare il lavoro delle varie agenzie presenti in Libano, oramai salite a sette: il Mossad, lo Shin Beth, l'Unità 504 di Aman, le sezioni di intelligence della Guardia di Frontiera e della Polizia (Lebanon Border Unit - LBU), l'ufficio di collegamento dell'esercito israeliano con l'ELS (Unità Yakal), nonchè la nuova unità Sayeret Yael, nata in quel periodo al fine di condurre operazioni offensive in territorio Libanese.
Nel ruolo di coordinatore fu scelto Uri Lubrani, diplomatico militare di lungo corso, che tentò, senza troppo successo di costruire un razionale sistema di intelligence, al di sopra delle insanabili rivalità tra le varie agenzie, ad esempio delineando le aree di competenza del Mossad (Libano settentrionale) e dello Shin-Beth (Libano meridionale), così da evitare sovrapposizioni. Gli stessi rapporti tra Shin Beth e Unità 504, fino ad allora improntati ad una certa collaborazione, finirono per deteriorarsi tra il 1982 ed il 1983, in un susseguirsi di accuse, dossier e colpi bassi, favoriti dal muoversi di entrambe le strutture, in quell'inestricabile groviglio di criminalità comune, interessi politici e servizi più o meno deviati che era il Libano degli anni Settanta/Novanta. In ogni caso, a prescindere dai casi di dossieraggio strumentale, l'Unità 504 sarebbe stata inquinata, in quel periodo, da diversi elementi non consoni e di dubbia moralità.
Uno dei casi più torbidi fu quello di Jean-Pierre Elraz, capitano nell'Unità 504, dapprima condannato a cinque anni per corruzione e contrabbando e quindi all'ergastolo nel 2001, una volta scontata tale pena, per omicidio e furto d'armi a favore di un gruppo terroristico anti-israeliano. Quello di Elraz fu solo uno dei diversi casi criminali che videro coinvolti elementi dell'Unità 504. Nel 1978 infatti, era stata la volta del Magg. Yosef Amit, arrestato per traffico di droga attraverso il confine libanese, condannato a tre anni di ospedale psichiatrico e quindi nuovamente arrestato, nel 1986, per spionaggio a favore degli Stati Uniti. Altri episodi, poco trasparenti, avevano poi coinvolto diversi ufficiali e funzionari dell'Unità 504, relativamente a traffici illeciti, atti criminali e comportamenti inappropriati.
A tutto questo vanno poi aggiunti gli errori operativi commessi dal Col. Yakov "Kobi" Frumer, nominato comandante dell'Unità 504 nel febbraio 1988. Del tutto inesperto in materia di intelligence - ed allo stesso tempo del tutto insensibile ai suggerimenti dei suoi ufficiali più esperti - Frumer fece scivolare l'Unità 504 in una spirale di inefficienza ed operazioni fallimentari, costate la perdita di diversi agenti; tale situazione oltretutto, provocò una catena di dimissioni nei ranghi del reparto, tale da paralizzare la rete di informatori ed agenti stesa negli anni in Libano e Siria, al punto che già alla fine del 1989 fu presa la decisione di affidare allo Shin Beth, la responsabilità della raccolta di informazioni sul fronte settentrionale, esautorando così di fatto, il ruolo dell'Unità 504.
 
L'avvento di Hezbollah
Mentre l'Unità 504 si avvitava attorno ai suoi problemi interni, un nuovo scenario si stava aprendo nel Libano, collegato all'imporsi del movimento Sciita Hezbollah sponsorizzato dall'Iran, che di fatto riempì il vuoto lasciato dalle milizie di Fatah.
Questa nuova situazione fu la causa di inedite difficoltà per l'Unità 504, che improvvisamente vide inaridirsi il proprio flusso di informatori: infatti, se precedentemente era stato facile, per i reclutatori di Aman procedere all'arruolamento di soggetti sostanzialmente privi di identità etnico-politico-religiosa, con l'imporsi di Hezbollah tale vuoto era stato di fatto colmato, rendendo decisamente più refrattaria alle lusinghe israeliane - un po' per lealtà e un po' per paura - quella parte sciita della popolazione maggioritaria nelle regioni libanesi meridionali.
A tutto questo si aggiunse poi, a partire dal giugno 2000, il ritiro israeliano dal Libano meridionale, che provocò indirettamente la frantumazione di quanto rimaneva dell'ELS, con conseguente dissoluzione della rete di informatori gestita dall'Unità 504. Questa decisione, politica ed improvvisa, che ridusse alla cecità sostanziale, in termini di Humint, tanto l'Unità 504 quanto lo Shin Beth, fu seguita in Israele da aspre polemiche, che comunque non valsero a rimediare ad un danno strategico destinato a far sentire i suoi effetti anche nella campagna di Libano del 2006.
Le difficoltà incontrate sul fronte libanese, che da oltre 20 anni era il fulcro delle attività HUMINT di Aman indusse ad un parziale riorientamento delle missioni dell'Unità 504, che soppiantata dallo Shin Beth nella gestione delle reti di informatori, diede maggiore peso alle informazioni ricavate dagli interrogatori di prigionieri detenuti in alcuni centri segreti sparsi in varie parti di Israele.
Allo stesso tempo fu avviato un "risanamento" interno del personale, che venne concentrato in poche basi principali. Una di queste, dislocata nel nord di Israele, nei pressi del confine con il Libano, nel periodo tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta fu posta agli ordini del Magg. David Barkai il quale fu forse il primo ufficiale di Aman ad occuparsi compiutamente di Imad Mughniyeh, leader Hezbollah di primaria importanza responsabile di innumerevoli attentati terroristici, poi eliminato il 12 febbraio 2008 con un'auto-bomba di incerta provenienza.
Stando alle informazioni disponibili, la ristrutturazione dell'Unità 504 fu completata all'inizio degli anni Novanta, sulla base di tre linee-guida principali:
 
- la rivitalizzazione della propria rete di informatori arabi, dapprima in Libano e quindi in Cisgiordania dopo l'inizio della prima intifada: ruolo costantemente soggetto a misure di controspionaggio, come testimonia lo smantellamento, da parte dei servizi di intelligence libanese nel settembre 1998, di una rete formata da 77 elementi reclutati dall'Unità 504 attorno ai primi anni Novante. Questa rete avrebbe fornito, per diversi anni, informazioni sulle truppe siriane in Libano e sugli spostamenti dei leaders Hezbollah. Secondo fonti libanesi, parzialmente confermate dai media israeliani, alcuni degli agenti sarebbero stati addestrati in una base dell'Unità 504 ed utilizzati anche per azioni di destabilizzazione ai danni del governo libanese.
- la raccolta di informazioni ottenute dai detenuti rinchiusi in carceri segrete gestite in proprio o in collaborazione con lo Shin Beth, da parte di funzionari esperti in tecniche di interrogatorio. Questi metodi, secondo una serie di denunce emerse con gli anni, avrebbero compreso vessazioni, maltrattamenti ed abusi fisici sul genere di quelli perpetrati nel carcere iracheno di Abu Grahib.
- la partecipazione ad operazioni speciali di tipo strategico, assieme al Sayeret Mat'kal (ambito terrestre), allo Shayetet 13 (ambito navale) ed allo Yehidat Shaldag (ambito aeronautico), da parte di elementi in grado di padroneggiare tanto i documenti cartacei scritti in arabo, quanto i dispositivi elettronici recuperati durante le incursioni.
 
La riorganizzazione dell'Unità 504, al fine di renderla in grado di svolgere i ruoli sopraddetti, avrebbe tuttavia prodotto, quale risultato, un anomalo mixaggio di caratteri all'interno del reparto: da una parte infatti vi sarebbe la convinzione di fare parte di un'élite professionale, in grado di adempiere compiti solitamente preclusi alla massa; dall'altra parte vi è invece la consapevolezza di rappresentare un lato oscuro, posto ai limiti della legalità e talvolta anche oltre: questo varrebbe soprattutto per i funzionari addetti agli interrogatori, tra i quali vi sarebbero frequenti casi di disagio familiare ed interpersonale, a volte manifestatisi in atti di violenza. Tale lato oscuro ha portato alcuni membri dell'Unità 504 ad autodefinirsi come i "le pecore nere" della comunità di intelligence israeliana.
Di forza relativamente ridotta, l'Unità 504 sarebbe agli ordini di un colonnello, supportato da un quadro-ufficiali denominati "Katamim", ovvero "Ufficiali per compiti speciali" e sarebbe suddivisa in sezioni, alcune preposte alla gestione degli agenti arabi ed altre alla conduzione delle carceri e degli interrogatori. Una di queste sezioni avrebbe la gestione del già menzionato Campo 1391.
Sebbene il Libano abbia continuato ad essere monitorato dalle risorse HUMINT dell'Unità 504, l'esplodere della prima intifada nel 1987 attirò sulla Cisgiordania molti degli assetti dello Shin Beth e di Aman, che furono ulteriormente rafforzati nel 2001, dopo l'inizio della seconda intifada. Nel corso di quell'anno infatti fu inaugurato a livello governativo, un cosiddetto "Comitato dei Capiservizio" (Varash), comprendente i direttori del Mossad, dello Shin Beth e di Aman, al fine di coordinare ed ottimizzare l'impiego delle risorse di intelligence nei territori, evitando sovrapposizioni e gelosie. In particolare Aman ottenne l'analisi politica della situazione nell'area nonchè, dopo l'assassinio del vice-comandante della sezione di Gerusalemme dell'Unità 504, Ten.Col. Yehuda Edri, avvenuta il 14 giugno 2001 per mano di un presunto informatore palestinese, la possibilità di entrare con i propri agenti nei territori: cosa che fino a quel momento gli era stata preclusa dalla predominanza dello Shin Beth. In quello stesso periodo il comando centrale dell'Unità 504 (Giudea e Samaria) fu assegnato al Brig.Gen. Yoav "Poli" Mordechai.
Solitamente quasi invisibile in quell'area grigia che rappresenta il suo campo d'azione, nel corso del 2004 l'Unità 504 ha visto squarciarsi brevemente la cortina fumogena dietro la quale era rimasta celata per anni, per via della scoperta casuale del Campo 1391 da parte di un ricercatore israeliano e dalla successiva denuncia inoltrata alla magistratura israeliana da Mustafa Dirani, militante sciita del movimento Amal, che catturato da un commando del Sayeret Mat'kal nel 1994, era stato tenuto rinchiuso per 10 anni nel campo 1391, subendo anche abusi sessuali durante un interrogatorio, da parte di un funzionario dell'Unità 504.
Stando alle fonti ufficiali, il Campo 1391 sarebbe stato chiuso nel 2004, poco dopo il rilascio di Dirani, proprio in virtù dello scandalo che era montato in Israele alla notizia dell'esistenza di un simile centro detentivo extra-giudiziario. A sua volta, probabilmente nello stesso periodo, sarebbe stata disciolta l'Unità 504, sulle cui basi tuttavia, in data successiva venne formata una nuova unità denominata 6154.
Allo stato attuale non sono disponibili informazioni su questa Unità 6154, ma tutto lascia intendere che tanto il suo inquadramento, tanto il suo ruolo, siano analoghi a quelli della sua preceditrice: vale a dire la gestione di reti HUMINT quali componenti strutturali di un sistema di intelligence plurifunzionale.
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