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UNITA' YAMAR DROR:
il servizio antidroga dell'Israel Prison Service
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Organismo dipendente dal Ministero della pubblica sicurezza, il Servizio Carcerario Israeliano (Israel Prison Service - IPS) è un'istituzione statale ad impianto civile responsabile della gestione delle carceri non militari, della popolazione carceraria e del personale di sorveglianza di servizio nei 32 penitenziari e centri detentivi presenti sul territorio nazionale di Israele (esclusa la Cisgiordania, dove non vi sono, almeno ufficialmente, installazioni riconducibili all'IPS).
Direttore dell'IPS è un commissario governativo di nomina ministriale, dal quale dipendono due branche amministrative:
 
- la branca amministrativa/organizzativa diretta dal capo di stato maggiore IPS;
- la branca operativa diretta dal vice-commissario governativo.
 
Relativamente alla branca operativa, essa dispone di una Divisione di sicurezza diretta dallo stesso vice-commissario, nonchè delle divisioni Custodia del detenuto e Riabilitazione; queste tre divisioni, unitamente a quelle dipendenti dalla branca amministrativa, costituiscono il nucleo centrale dell'IPS e da esse si dipartono i lineamenti decisionali, strutturali ed organizzativi diretti alle singole amministrazioni carcerarie; queste ultime, decentrate dal punto di vista organizzativo, sono subordinate per i ruoli ordinari ai tre sub-comandi regionali dell'IPS (nord, centro e sud), salvo ricevere istruzioni speciali e linee-guida direttamente dagli uffici competenti delle varie divisioni centrali.
La Divisione di Sicurezza è in pratica il braccio operativo dell'IPS e da essa dipendono le tre forze "speciali" Metsada, Nahshon e Yamar Dror, oltre alla sezione di intelligence carceraria, il cui ruolo è di raccogliere informazioni tra i detenuti, reclutare collaboratori ed infiltrare nelle carceri agenti sotto copertura. Più precisamente, a seguito di una riorganizzazione avvenuta in tempi recenti (circa 2009) l'Unità Yamar Dror è stata integrata nella stessa sezione di intelligence, andando a costituire il suo nucleo specializzato nel contrasto alla ed alla criminalità droga in ambito carcerario.
Conseguentemente, la Yamar Dror si è evoluta da semplice unità tattica antidroga a sub-dipartimento nazionale, incaricato di combattere i traffici illeciti dentro e fuori le carceri, attraverso operazioni di intelligence ed interventi sul campo.
 
Caratteristiche e ruoli dello Yamar Dror
   Dror 6
   Operatori dello Yamar Dror impegnati nella perquisizione di una cella
   
Come già spiegato nell'articolo relativo all'Unità Yagal, il narcotraffico ed il consumo di stupefacenti sono stati due problemi sostanzialmente sconosciuti in Israele fino alla fine degli anni Sessanta, periodo in cui iniziarono a diffondersi sostanze quali l'hashish, l'eroina e gli allucinogeni sintetici.
Queste piaghe, già di loro preoccupanti in quanto più o meno derivate da forme di disagio sociale, assunsero in Israele una ulteriore valenza negativa legata alla sicurezza nazionale, per via delle connessioni che si erano ben presto instaurate tra narcotraffico e terrorismo, con il primo a finanziare il secondo e quest'ultimo a rifornire le gangs criminali di armi, protezioni e supporto logistico.
Tale connubio micidiale, sviluppatosi nella valle della Bekaa a partire dagli anni Settanta, vide coinvolti principalmente i trafficanti libanesi con Hezbollah, attraverso una fruttuosa condivisione delle più remote vie di infiltrazione (ratlines) lungo la cosiddetta "Linea Blu"; il tutto con l'appoggio dei servizi segreti siriani, la cui presenza in Libano, dal 1976 in avanti, ha di fatto coinciso - molto poco casualmente - con la decuplicazione della superficie di terreni destinati alla coltivazione di papavero da oppio avvenuto nella valle della Bekaa tra il 1976 e il 1986. Da qui le valutazioni di fonte UNODC (United Nations Office on Drugs and Crimes), secondo le quali il Libano avrebbe avuto la leadership nella produzione di oppiacei mediorientali nei decenni '70 e '80.
In tale contesto, i proventi derivati da traffico di stupefacenti sono divenuti, per Hezbollah, la principale voce di "bilancio", riciclati in parte nelle ben note attività di welfare a favore della popolazione sciita libanese ed in parte immessi nel circuito terroristico. Un esempio del giro d'affari legato al fenomeo droga/terrorismo lo si ricava da alcuni dati semiufficiali di fonte libanese, secondo i quali, tra il giugno 1983 ed il febbraio 1984, sarebbero state introdotte in Israele, attraverso la Linea Blu, ben 700 tonnellate di hashish e circa una tonnellatatra oppio ed eroina, nella loro totalità gestite da clan sciiti libanesi, grazie anche ad una "fatwa", di probabile origine iraniana, che autorizzava dal punto di vista religioso, lo smercio di sostanze utili ad avvelenare i "grandi Satana" (Israele e Stati Uniti). Addirittura, secondo fonti israeliane più recenti, il valore ricavato da Hezbollah nei traffici di droga, avrebbe superato le donazioni finanziarie annuali provenienti dall'Iran, valutate nel 2011 ad oltre 200 milioni di USD.
Un simile "giro d'affari" non lascia tuttavia sorpresi. In anni relativamente recenti, infatti, la "Hezbollah connection", si è allargata ben oltre i confini libanesi, con metastasi attecchite in sud e centro-america in particolare nell'area della cosiddetta "triplice frontiera"paraguayana (TBA), nella Colombia dei "cartelli" della coca, in Venezuela, in Messico e nella regione caraibica; inoltre, relazioni di convenienza sarebbero state stabilite con famiglie criminali attive in Israele, soprattutto di recente immigrazione ed a loro volta affiliate alle mafie dell'Europa orientale: una situazione che ha in qualche modo incluso Israele - fino ad allora semplice porto di arrivo e consumo - nei nodi di smistamento per i narcotici di origine mediorientale destinati all'Europa.
Questa situazione ha portato lo stato ebraico a dotarsi di una serie di strumenti operativi in grado di contrastare la piaga del narcotraffico: tra questi ricordiamo i reparti antidroga Yagal e Magen, la struttura investigativa denominata Lahav 433 della INP, nonchè almeno in parte le compagnie tattiche antiterrorismo/anticrimine Yamag della Guardia di frontiera.
Oltre agli strumenti citati, che rappresentano di fatto il "primo cerchio" di contrasto al traffico di stupefacenti, vi è poi un secondo anello di contenimento rappresentato dall'Unità Yamar Dror della Polizia carceraria Shabas (IPS).
Le misure repressive antidroga ed i numerosi arresti di attivisti palestinesi avvenuto negli anni della prima intifada avevano portato infatti nelle carceri israeliane un gran numero di elementi collegati al narcotraffico i quali, a dispetto delle severe misure di sicurezza loro imposte, avevano continuato a perpetrare i loro traffici, contando sulle visite parentali e sulla vasta rete di complicità interne ed esterne ai centri di detenzione. In particolare, secondo uno studio dell'IPS, il 13% dei detenuti rinchiusi nelle carceri israeliane erano stati condannati per reati connessi al traffico di droga ed un altro 29% per crimini collegati all'abuso di sostanze stupefacenti
Grazie a questi individui si erano quindi sviluppati, tra l'interno e l'esterno delle carceri, lucrosi traffici ai quali doveva essere posta fine.
Nel 1994, grazie al rafforzamento degli organici dello Shabas passati dai circa 4.000 uomini pre-prima intifada ai quasi 8.000 post seconda intifada fu possibile procedere ad una ristrutturazione della polizia carceraria, con immissione di nuovi reparti e servizi specializzati. Fino a quel momento infatti, l'unica forza disponibile preposta ad interventi "pesanti" nell'ambito carcerarie era stata l'Unità Nahshon, per la quale furono delineati scenari di tipo diverso; conseguentemente, le competenze relative all'antidroga furono passate ad una nuova unità denominata Yamar Dror ("liberazione"), inizialmente di consistenza limitata ed accentrata presso il comando centrale IPS di Ramle e quindi via via parcellizzato in nuclei operativi stanziati presso le varie carceri; altresì, secondo il programma avviato nel 2009, sarebbe in corso di introduzione, in ciascuno dei nuclei operativi, un team di pronto intervento di una dozzina di elementi, con duplice capacità investigativa/combattente (SWAT) e cicli di servizio in stand-by della durata di 24 ore. Tali teams possono eventualmente essere utilizzati di supporto ai nuclei antisommossa Metsada, in caso di gravi turbative all'ordine interno delle carceri.
Scopo principale dell'Unità Dror, così come stabilito dall'ordinanza costitutiva del 1995, è il costante monitoraggio dei detenuti, al fine di reprimerne i comportamenti illeciti tanto all'interno delle carceri, quanto all'esterno - ospedali, tribunali, trasferimenti, visite parentali ecc.; a tal fine Dror dispone di personale in grado di operare in scenari diversi ed in particolare:
 
- nell'ambito investigativo, volto all'individuazione al tracciamento ed all'analisi di possibili reati in ambito carcerario, con compiti propri di Polizia Giudiziaria. In particolare, sono richieste agli operatori Dror elevate capacità di riconoscimento dei segni di abuso di droga da parte dei detenuti, nonchè una approfondita conoscenza delle caratteristiche delle varie sostanze stupefacenti;
- nell'ambito dell'intelligence carceraria, attraverso azioni "covert", infiltrazioni e reclutamento di informatori tra i detenuti, al fine di raccogliere informazioni, identificare soggetti pericolosi e ricostruire possibile trame criminali; in tal senso, l'Unità Dror dispone di propri analisti in grado di incrociare informazioni ottenute sia direttamente, ovvero ricevute da fonti esterne, quali lo Shin Beth e la sezione di intelligence della polizia civile. Allo stesso modo, ma in senso contrario, ogni informazione riguardante la sicurezza nazionale, recuperata dagli analisti Dror, viene passata alle agenzie di competenza.
- attraverso l'azione diretta, con perquisizioni, irruzioni ed interventi negli ambienti carcerari ed in altre situazioni tattiche, comprese operazioni esterne considerate "speciali", in coordinamento con altri reparti di sicurezza ed agenzie. Durante tali operazioni possono essere utilizzati i cani antodroga della sezione K9 inquadrata nella Dror.
 
Relativamente alla preparazione professionale, gli operatori Dror dispongono di elevate capacità tattiche, affinate nel corso di sessioni addestrative periodiche;  nello specifico l'addestramento di richiamo del personale in servizio avviene su due livelli:
 
- su base mensile, attraverso corsi pratici intensivi della durata di un giorno, tenuti presso le varie carceri, comprendenti esercitazioni di tiro, arti marziali ed attività fisica, nonchè corsi teorici su materie connesse alla sicurezza e perfezionamento del rispettivo ambito professionale;
- su base quindicinale, attraverso sessioni tattiche intensive a livello di squadra o Team di intervento;
 
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   Operatori dello Yamar Dror impegnati nella perquisizione di una cella
Ovviamente, essenziali tanto quanto le capacità tattiche, le capacità investigative rappresentano la seconda metà del partimonio professionale di ogni operatore Dror, sviluppate attraverso un corso 
speciale della durata di tre settimane, incentrato sul lavoro di indagine ed analisi svolto in collaborazione con il Dipartimento addestrativo dell'IPS e con la scuola guardie carcerarie "Nir", situata presso il comando centrale di Ramle. A tale corso, nel ruolo di istruttori non vi sono solo funzionari dell'IPS, ma anche ufficiali e membri della scuola di intelligence della polizia civile israeliana (INP), dello Shin Beth e dell'intelligence militare (Aman): il tutto al fine di migliorare l'integrazione tra le diverse agenzie e le capacità dei singoli operatori di interagire tra di loro nel corso di operazioni combinate. A questo proprosito, una delle innovazioni della ristrutturazione del 2009 è stata l'introduzione di un manuale operativo specifico per gli operatori Dror, nel quale vengono delineati con precisione il regolamento del reparto, le linee-guida di intervento, gli scenari tattici possibili, i corsi addestrativi e le capacità richieste agli elementi dell'unità (investigative, tattiche, psicologiche ecc.).
A sua volta, attraverso sessioni addestrative specifiche, il personale Dror è tenuto a condividere le proprie capacità con gli ordinari agenti IPS in servizio presso le varie carceri, in particolare per quanto riguarda le tecniche di perquisizione ed individuazione di oggetti e sostanze proibite: tutto ciò allo scopo di elevare la qualità media del personale carcerario, nonchè per recuperare elementi di backup, in caso di necessità. Da sottolineare come una parte del bilancio dell'Unità Dror venga finanziato con fondi provenienti dall'Authority antidroga (IADA), istituita presso il Ministero della Pubblica Sicurezza.,
Nella sua duplicità di funzioni, l'operatore Dror dispone dei pieni poteri di polizia, comprese la possibilità di effettuare arresti al di fuori delle carceri, nonchè perquisizioni ambientali e corporali: in questo senso, particolare attenzione è dedicata ai tentativi di introduzione nelle carceri di sostanze illecite veicolate per ingestione da parte di detenuti reduci da contatti con il modo esterno (visite mediche, processi, ecc.) per i quali è previsto, al loro rientro, uno specifico screening, comprendente anche un attento monitoraggio dello toilettes. Altresì, tra i metodi largamente utilizzati dagli operatori Dror vi sono frequenti perquisizioni a sorpresa delle celle con uso di scanner e cani antidroga, intercettazioni ambientali e agenti infiltrati.
La repressione del traffico ed il contrasto al consumo di sostanze stupefacenti non sono tuttavia i soli obiettivi dell'Unità Dror, la quale è chiamata anche a contribuire ai processi di riabilitazione di detenuti tossicodipendenti: in ciò collaborando con i laboratori di analisi dell'IPS e con i programmi terapeutici del centro di recupero di Ramat HaSharon, nei pressi di Tel Aviv, che dispone di una capacità di trattamento di ben 400 pazienti. Una ulteriore recente innovazione sono state poi le celle speciali (talvolta intere sezioni) assegnate ai detenuti disintossicati, tenuti separati da quelli problematici.
Secondo quanto riferito dalle fonti ufficiali IPS, l'attività dell'Unità Dror sull'arco delle 24h/7 avrebbe di molto ridotto lo smercio ed il consumo di sostanze illecite nell'ambito carcerario, sia attraverso una costante azione di monitoraggio testimoniata dall'incriminazione di centinaia di detenuti (230 nel solo anno 2000) e dal sequestro di diverse decine di chili di sostanze varie (12,5 nel solo 1994, primo anni di attività del reparto), sia attraverso l'opera di deterrenza, che ha reso via via più difficili i tentativi di contrabbando di stupefacenti nelle carceri. A ciò va poi aggiunto il sequesto di migliaia di armi improprie, di schede telefoniche per cellulari ed altri oggetti proibiti, la neutralizzazione di numerosi tentativi di evasione ed il valore di innumerevoli informazioni riguardanti nomi e progetti legati al terrorismo islamico.
 
A dispetto del contributo quotidiano offerto in quasi vent'anni e della soddisfazione per i numerosi successi ottenuti, la vita professionale degli operatori Dror continua a rimanere impervia, anche a causa dell'ancora scarsa notorietà pubblica guadagnata da un reparto, costantemente immerso in ruoli "covert" ed in attività dallo scarso appeal mediatico: caratteristiche intrinseche che rendono lo Yamar Dror poco appetibile in termini di reclutamento e piuttosto lontano da quei circuiti utili a favorire avanzamenti di carriera. Non sono infatti insolite, tra i più giovani ed ambiziosi ufficiali Dror le richieste di trasferimento ad altre funzioni dell'IPS, al fine di andare incontro a migliori prospettive professionali, nè sono mancate in questi anni richieste di miglioramento di equipaggiamenti e attrezzature: sfide non sempre facili da affrontare ma ritenute necessarie dagli operatori Dror, al fine di mantenere quell'eccellenza guadagnata in due decenni di silenzioso ed oscuro servizio.
 
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   Operatore dello Yamar Dror impegnato nella perquisizione di una cella

 


 

 

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