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LAHAV 433 e YAMAR:
divisioni investigative anticrimine
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Unità Lahav 433 photo section
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Il 1° gennaio 2008, nel corso di una cerimonia ufficiale tenutasi di fronte alle principali autorità di polizia civile, il ministro della Pubblica Sicurezza israeliano Avraham "Avi" Dichter diede l'annuncio dell'attivazione di una nuova divisione investigativa istituita nell'ambito della polizia nazionale (INP); tale divisione, denominata ufficialmente National Crime Unit (NCU) ed a cui venne assegnato il titolo di Lahav 433 ("Lama") è stata costituita accentrando una serie di quattro unità investigative anticrimine fino a quel momento gestite autonomamente da singoli dipartimenti e strutture interne della stessa INP, così da migliorarne l'efficienza attraverso una maggiore coesione e condivisione di obiettivi. L'Unità Lahav 433, che secondo i progetti ministeriali doveva raggiungere la consistenza di circa 950 funzionari, fu quindi posta agli ordini del Maggior Generale Yoav Segalovitch, già vice-comandante della Divisione Centrale Investigativa "Aham" diretta da Yohanan Danino. 
Con tali presupposti l'Unità Lahav 433 venne formata dalle seguenti cinque strutture investigative di polizia:
 
- l'Unità investigativa crimini internazionali "Yahbal" - National Unit for International Crime (NUIC)
- l'Unità investigativa nazionale antifrode "Yaha" - National Unit for Fraud (NUF)
- l'Unità investigativa nazionale crimini finanziari "Yalak" - National Unit for Financial Investigations (NUFI)
- l'Unità nazionale recupero veicoli rubati "Etgar" - National Unit for Car Theft (NUCT)
- l'Unità tattica anticrimine mist'aravim "Gideonim 33"
 
Significativamente, alla nuova unità venne attribuito il numero ordinale 433, ottenuto dalla fusione delle quattro (4) unità investigative con la preesistente l'Unità tattica "Gideonim 33".
Alla cerimonia erano presenti, oltre a Dichter, Danino e Segalovitch, anche il nuovo comandante della polizia nazionale, Ispettore generale David "Dudi Cohen, l'Avvocato generale dello Stato Menahem Mazuz, il Procuratore generale Moshe Lador, il Direttore generale del ministero della Pubblica sicurezza Rani Falk, nonchè i principali direttori di dipartimento e sub-dipartimento della INP: il tutto a testimonianza dell'importanza attribuita alla nuova divisione, destinata a diventare, di fatto, una specie di mini-FBI.
 
Lahav 433: unità nazionale anticrimine
Secondo quanto stabilito dalle direttive ministeriali, l'Unità Lahav 433 ha l'incarico di svolgere indagini particolarmente complesse nell'ambito del contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata, con conseguenti inevitabili riflessi anche sull'antidroga e sull'antiterrorismo: tutto ciò al fine di ottenere un prodotto investigativo migliore rispetto a quello raggiungibile dalle cinque unità singolarmente.
In tal senso, così come dichiarato dal ministro Dichter nel corso della cerimonia inaugurativa, le cinque unità dovevano trasformarsi "nelle dita di un pugno di ferro" destinato a colpire con forza deterrente e repressiva, attraverso indagini, intelligence e collegamenti con le altre strutture di sicurezza. A tale scopo, al reparto sarebbero stati assegnati fondi adeguati ed equipaggiamenti di prim'ordine.
In effetti, la nascita dell'Unità Lahav 433 fu dovuta ad una intuizione del commissario generale Moshe Karadi comandante della INP tra l'agosto 2004 ed il maggio 2007, il quale, verso lì'inizio del suo mandato, ritenne di dover sottoporre al ministero il progetto di costituzione di un cosiddetto "settimo distretto" di polizia, provvisoriamente indicato con l'acronimo "Mehkar" (Mahoz Hakirot Artzi, ovvero Distretto Nazionale Investigativo), competente sull'intero territorio nazionale ed incaricato dell'investigazione dei casi criminali più gravi; secondo tale progetto il Mehkar sarebbe dovuto diventare una sorta di FBI israeliana, ovvero una specie di Shin Bet focalizzato sui casi criminali ed in tal senso avrebbe dovuto estendere la propria autorità sui vari dipartimenti investigativi della INP.
Tale proposta ottenne l'appoggio del Ministro della sicurezza interna Avi Dichter, nonchè di alcuni ufficiali del comando generale di polizia, tra cui l'ex-direttore della Divisione Centrale Investigativa "Aham", Maggior Generale Dudi Cohen, il quale subentrando di là poco allo stesso Karadi (dimissionato per uno scandalo nel maggio 2007), avrebbe tenuto a battesimo quella che nel frattempo era stata denominata Unità Lahav 433.
Al contrario, la proposta fu contrastata dal subentrato direttore della stessa Divisione "Aham" Yohanan Danino, che vedeva il proprio ruolo fortemente ridimensionato, nonchè da diversi comandanti distrettuali, per via di alcune nuove e penalizzanti dinamiche di carriera.
Alla fine, dopo una serie di valutazioni fu deciso, in ambito ministeriale, di definire i ruoli della nascente unità Lahav 433 rispetto a quelli della Divisione Investigativa "Aham": alla prima, comandata da Segalovitch, sarebbero spettate le investigazioni sul campo, l'analisi dei dati, la raccolta delle prove e la ricostruzione degli scenari criminali, nonchè la compilazione degli atti da trasmettere alla magistratura; la seconda, diretta da Danino e ribattezzata Divisione Investigazioni ed Intelligence, sarebbe stata elevata al rango di comitato di coordinamento ministeriale tra la INP, la Procura generale di Stato, la Tax Authority, l'Antitrust Authority e l'antiriciclaggio (Israel Money Laundering Prohibition Autohrity - IMPA), con il compito di istituire, con funzionari dei ruoli indicati, un centro integrato di intelligence in grado di supportare le indagini del Lahav 433.
Conseguentemente, al temine di un periodo di pianificazione fu autorizzata l'attivazione dell'Unità Lahav 433, con giurisdizione sopra i seguenti dipartimenti investigativi criminali:
 
1) Unità Yahbal: criminalità internazionale  
Precedentemente all'attivazione dell'Unità Lahav 433, tale tipologia criminale era stata investigata dall'Unità Yahbal, costituita al fine di reprimere le varie mafie di provenienza russa ed est-europea, infiltratesi in Israele a seguito della massiccia immigrazione ebraica dai territori ex-URSS e di influenza ex-sovietica innescata dalla caduta del Muro di Berlino. Particolare obiettivo di questa unità erano state alcune famiglie mafiose di origine russa immigrate in Israele, dedite soprattutto ai traffici di droga. In tal senso, nel corso degli anni Novanta sarebbero stati intessuti rapporti di collaborazione con l'FBI e con varie agenzie anticrimine occidentali. L'unità Yahbal venne costituita agli ordini di Moshe Mizrahi, sulla base di un precedente dipartimento crimini internazionali denominato Yahap a sua volta formato nei primi anni Novanta; nel 2002 tale dipartimento era stato agli ordini di Yohanan Danino, poi passato nel 2006 al comando della Divisione "Aham" e quindi, dal 1° maggio 2011 al ruolo di comandante della INP.
Nel corso degli anni i detectives dell'Unità Yahbal avrebbero ottenuto buoni risultati nel contrasto al riciclaggio di denaro e nelle attività delle famiglie mafiose russo-israeliane, procedendo anche all'espulsione da Israele, di decine di elementi criminali di origine ex-sovietica. In tal senso, particolarmente significativa è stata l'incriminazione di due "padrini" della criminalità israeliana attiva nell'area del Negev, ottenuta al termine di sette mesi di indagini nel febbraio 2005, dopo che l'inchiesta originaria era rimasta a lungo impantanata nei meandri dell'unità investigativa Yamar per il distretto meridionale, diretta dal Sovrintendente Amir Gur.
Per contro, l'unità Yahbal non sarebbe rimasta estranea ai giochi di potere interni all'establishment israeliano ed in particolare ad un grave episodio di spionaggio politico, conclusosi il 21 novembre 2004 con il dimissionamento di Mizrahi per abuso di intercettazioni ambientali nei confronti del leader politico Avigdor Lieberman, a sua volta indagato per riciclaggio e corruzione.
Nel 2007, alla vigilia della ristrutturazione, l'Unità Yahbal era diretta dal Brigadier Generale Amihai Shai e poteva contare su una forza di circa 240 investigatori e funzionari, sovente chiamati a svolgere investigazioni di supporto allo Shin Beth.
 
2) Unità Yaha: criminalità nazionale, corruzione pubblica e lotta alle frodi
Basicamente, il ruolo di tale unità è il contrasto alla corruzione ed alle frodi perpetrate in ambito nazionale dalla cosiddetta "mafia dei colletti bianchi", vale a dire dagli esponenti dell'establishment politico-economico israeliano; il tal senso le attività degli investigatori civili INP in forza al reparto procederebbero su un piano parallelo rispetto a quelle dei detectives militari in forza all'Unità Yaha (Yehida Artzit LeHakirot Hona'a) della Polizia Militare, a loro volta incaricati di indagare sui casi di corruzione di ufficiali delle forze armate. In particolare, sono ricadute sotto la giurisdizione dell'Unità Yaha della INP, allora guidata dal Brigadier Generale Miri Golan, le clamorose indagini contro il Presidente della repubblica israeliano Moshe Katzav (luglio 2006), contro il Ministro della giustizia Haim Ramon (agosto 2006), contro il ministro delle finanze Avraham Hirschon (marzo 2007), contro il Primo ministro Ehud Olmert (settembre 2007) e contro il Ministro degli esteri Avigdor Lieberman. Più recentemente, l'unità ha svolto indagini per ipotesi di corruzione, riciclaggio e finanziamento illecito nei confronti della Tax Authority (febbraio 2011), di alcuni amministratori pubblici locali (febbraio e aprile 2011), di amministratori di ONG (giugno 2013), di esponenti del rabbinato (giugno/luglio 2013) nonchè di volti noti dell'establishment politico-economico israeliano, tra cui Omri Sharon, figlio dell'ex-Primo ministro Ariel Sharon.
Originariamente costituita dal Generale Benjamin Ziegel all'inizio degli anni Settanta, l'unità Yaha passò successivamente sotto la direzione del Brigadier Generale Miri Golan, che dopo molti anni di servizio venne rimpiazzata nell'ottobre 2006 da Shlomi Ayalon e dal suo vice Nahum Levy. Ayalon tenne il comando del dipartimento fino all'autunno 2009, allorchè fu sostituito da Ziva Agami-Cohen, sostenuta dal suo vice Ephraim Bracha. Proveniente da un sub-reparto dell'unità investigativa Yalak, Ziva Agami-Cohen è stata vice-comandante dell'Unità Centrale Investigativa del distretto di Tel-Aviv e quindi direttore dell'unità anticrimine del dipartimento immigrazione dell'INP.
Nel 2007, alla vigilia della ristrutturazione, l'Unità Yaha poteva contare su una forza di circa 180 investigatori e funzionari, dotati di risorse economiche piuttosto scarse.  
 
3) Unità Yalak: criminalità finanziaria nazionale
Prima di essere assorbita dal Lahav 433, l'unità investigativa Yalak è stata per molti anni il dipartimento della INP responsabile del contrasto al riciclaggio di denaro, ai finanziamenti illeciti ed alla criminalità economico-finanziaria. A lungo diretta dal Maggior Generale Yoav Segalovitch e dal suo vice, Varda Shoham, l'unità è suddivisa in vari sub-dipartimenti, ciascuno dei quali compentente su uno specifico ambito criminale. Successivamente, nel corso del 2007, Segalovitch venne rimpiazzato dal Brigadier Generale David Mansur e nominato vice comandante dell'Unità Yahbal.
Nel 2007, alla vigilia della ristrutturazione, l'Unità Yalak poteva contare su una forza complessiva di circa 400 investigatori e funzionari.
 
4) Unita Etgar: localizzazione e recupero veicoli rubati
Costituita nel corso degli anni novanta e successivamente smantellata per carenza di risorse, l'Unità Etgar venne ricostituita all'inizio del decennio successivo come entità investigativa autonoma, salvo poi, nel 2008 entrare a far parte dell'Unità Lahav 433.
Apparentemente rivestita di un ruolo minore,  l'Unità Etgar è la componente del Lahav 433 incaricata di tracciare e recuperare i veicoli rubati. In effetti il problema dei furti d'auto e di altri mezzi a motore in Israele è qualcosa che trascende la semplice criminalità comune: infatti le gang fuorilegge dedite a tale tipo di attività sono solitamente formate da palestinesi che agiscono su commissione da parte di figure collegate con il terrorismo o con il traffico di droga, le quali si trovano così a disporre di appoggi logistici, veicoli, reti di supporto e fonti di finanziamento utili ai loro scopi. Lo smantellamento di tali reti e gangs è quindi un aspetto non secondario della politica di sicurezza complessiva israeliana. Prova di questa situazione è l'attenzione rivolta dagli investigatori israeliani a questa fenomenologia criminale, che soprattutto nei territori del West Bank trova ampio sostegno, solo parzialmente dissimulato, da parte delle forze di sicurezza dell'Autorità palestinese, sovente facili alla corruzione ed alla "solidarietà etnica" con le gangs criminali.
Non è quindi insolito assistere, in Cisgiordania ed altrove, ad operazioni anticrimine dirette da investigatori dell'Etgar, appoggiati da reparti della Guardia di frontiera oppure da altre unità della INP, solitamente precedute da un meticoloso lavoro di indagine comprendente anche l'utilizzo di elementi sotto copertura (Mist'aravim); allo stesso modo non è considerata inusuale, durante tali investigazioni, la scoperta di collegamenti con gli ambienti terroristici, con conseguente coinvolgimento dello Shin Beth e di reparti dell'antiterrorismo. Piuttosto comune è poi il ritrovamento, nei covi criminali, di armi pesanti, droga, esplosivi e denaro proveniente dal riciclaggio, così come di fuoristrada blindati artigianalmente, atti a sfondare posti di blocco ed a sopravvivere a scontri a fuoco con i veicoli della polizia, grazie a feritoie per fucili d'assalto, supporti per lanciagranate, rostri, penumatici run-flat ed altri accorgimenti di questo tipo. In tale contesto si capisce come anche un fenomeno apparentemente marginale come i furti d'auto possa avere dei risvolti collegati alla sicurezza nazionale ed in quanto tale debba essere contrastato con la dovuta attenzione.
 
5) Unità Gideonim 33: reparto tattico di pronto intervento
Relativamente all'Unità Gideonim 33, essa è già stata esaminata in un precedente articolo e non è pertanto necessario ritornare sull'argomento. In questa sede basterà quindi aggiungere una breve considerazione: la decisione ministeriale di inserirla alle dipendenze dell'Unità Lahav 433, l'ha di fatto sottratta a quel limbo di incertezza in merito al suo ruolo ed alle sue funzioni, con cui si era trovata a dover fare i conti durante la sua fase di transizione da reparto mist'aravim del dipartimento di polizia di Gerusalemme ad unità tattica di pronto intervento, nonchè, di conseguenza, ai dubbi circa una sua possibile dissoluzione, al fine di evitare conflitti di compentenza con altri reparti (in primis l'Unità Yamam). In altri termini, la sua nuova collocazione di reparto tattico di pronto intervento del Lahav 433, essenzialmente dedicato a ruoli SWAT con secondarie capacità CT, posiziona l'Unità Gideonim 33 su un piano tattico simile a quello occupato dal reparto HRT (Hostages Rescue Team) nei confronti dell'FBI americano.
 
 
Strutturalmente, l'Unità Lahav 433 avrebbe lo status di divisione operativa della INP, collegata in linea diretta alla Divisione Investigazioni ed Intelligence "Aham" di Yohanan Danino (rimasto in carica dal 2006 al 2008) ed a quanto pare sarebbe stata organizzata attorno ad un nucleo centrale istituito presso il comando generale della polizia a Gerusalemme, a sua volta suddiviso in diverse task forces, ciascuna incaricata di investigare sopra uno specifico corpo di reato. Ad esempio, in una fase risulta siano state costituite sei task forces formate ciascuna da 13 funzionari: tre procuratori, due investigatori della Tax Authority e otto ufficiali di polizia, incaricate di colpire le famiglie mafiose israeliane.
Per quanto riguarda la direzione dell'Unità Lahav 433, una volta scaduto il mandato di Segalovitch nel gennaio 2009, fu la volta del Maggior Generale Yoram Halevi il quale tuttavia, provenendo dall'Unità Yamam ed essendo di impronta eminentemente operativa, non avrebbe dimostrato adeguate doti investigative, tanto da dover essere rimpiazzato dopo soli nove mesi (ottobre 2009) dal Brigadier Generale David "Dudu" Mantzur. Questi, al termine del suo mandato nel luglio 2012, venne sostituito dal Magg. Gen. Menachem "Meni" Yitzhaki il quale, dopo essere stato promosso a comandante della Divisione Investigazioni ed Intelligence nel tardo luglio 2013, verrà sostituito da un nuovo direttore.
 
 
La Central Investigations Unit e le unità Yamar
Sia le varie task forces singolarmente, che l'Unità Lahav nel suo complesso, possono appoggiarsi e cooperare con un'altra entità investigativa presente all'interno della INP, vale a dire la Central Investigations Unit (CIU), il cui ruolo è quello di indagare su tutti quei crimini efferati e violenti - sia di criminalità individuale che organizzata - esclusi dalla competenza del Lahav 433. Tale collaborazione non è limitata al solo livello centrale, ma si estende ovviamente al livello territoriale: infatti, in ciascuno dei sei classici distretti regionali di polizia - settentrionale, centrale, meridionale, Tel Aviv, Gerusalemme e Giudea-Samaria, oltre al recentemente costituito settimo distretto costiero di Haifa - è presente un sub-dipartimento della CIU denominato "Yamar", che ripropone su scala locale la struttura e le competenze della Central Investigatons Unit.
A titolo esemplificativo, la Central Investigation Unit può probabilmente essere paragonata alla Direzione Centrale Anticrimine - Servizio Centrale Operativo (SCO) della Polizia Italiana, mentre le unità Yamar alle Squadre Mobili presenti presso le varie questure, a loro volta dipendenti dallo SCO.
A quanto è dato sapere, la Central Investigation Unit è posta sullo stesso piano amministrativo dell'Unità Lahav 433 ed entrambe sono collegate e supportate dalla Divisione Investigazioni ed Intelligence, sia a livello centrale sia attraverso distaccamenti della divisione presenti presso ogni distretto regionale.
Attualmente, sarebbero operative le seguenti unità Yamar:
 
Northern district Yamar Unit
Basata a Nazareth, in Galilea, l'Unità Yamar del distretto settentrionale ha dovuto confrontarsi fin dall'inizio con consistenti flussi criminali collegati alle frontiere con il Libano e la Siria, per lungo tempo rimaste permeabili a traffici di ogni tipo (armi, droga, prostituzione, denaro ecc.). La presenza di numerose basi militari nella zona, ha reso poi particolarmente remunerativo il furto di armi dai depositi ed la loro successiva immissione nei circuiti narco-terroristici. In tal senso, nel corso degli anni sono stati portati a termine, da parte di investigatori dell'Unità Yamar del distretto settentronale, in collaborazione con la polizia militare ed altre strutture, diversi arresti di militari di T'zahal rimasti coinvolti in questo genere di traffici. In tale regione sono poi avvenuti diversi sequestri di armi ed esplosivi, recuperati al termine di indagini condotte congiuntamente ad altre strutture di sicurezza, tra cui - come nell'operazione del 21 aprile 2013 - il reparto di polizia Yasam del distretto settentrionale, nonchè l'Unità Shachar 101 della Guardia di frontiera. Precedentemente, un valido esempio di collaborazione interagenzia è stata l'operazione "bomba a tempo" attuata nell'agosto 2012, conclusasi con l'arresto di 13 individui collegati ad Hezbollah ed il sequestro di una ventina di kg di esplosivo introdotti in Israele dal Libano attraverso i percorsi dei trafficanti di droga: in tale occasione, alcune "soffiate" ricevute dall'Unità Yamar in merito all'attività della cellula terroristica,  successivamente trasmesse allo Shin Beth per le opportune verifiche, hanno dato modo all'unità antodroga Yagal della INP di intervenire con successo.
Per quanto riguarda le organizzazioni malavitose attive nella zona, un duro colpo è stato quello inferto loro nell'aprile 2006, allorchè una task force combinata dell'Unità Yamar, della Tax Authority, della Guardia di frontiera e del comando INP del sub-distretto di Amakim ha proceduto allo smantellamento di un network criminale controllato dalla famiglia mafiosa Ohayon nella regione di Tiberiade. Secondo quanto riportato da Avishai "Ami" Muallem, comandante dell'Unità Yamar del distretto settentrionale, l'operazione avrebbe coinvolto oltre 200 funzionari delle varie agenzie, guidati dal comandante della INP di Amakim, Assistente Ya'akov Zigdon e si sarebbe conclusa con 24 arresti e centinaia di perquisizioni, rappresentando una grande vittoria sul crimine organizzato nella regione dell'alta Galilea. In data successiva, nel corso del 2008, Muallem è stato quindi posto al comando dell'Unità Yagal. Parimenti il suo successore, comandante Avi Elgrisi, risulta abbia ottenuto buoni risultati nella neutralizzazione di cellule terroristiche, tra cui un gruppo salafita collegato ad al-Quaida, smantellato nel maggio/giugno 2010 durante un'operazione congiunta con lo Shin Beth.
Tra i successi ottenuti dall'Unità Yamar del distretto settentrionale, va poi ricordato lo smantellamento di un'organizzazione dedita al traffico d'organi con l'Ucraina, avvenuto nel luglio 2007, conclusosi con l'arresto di una decina di persone residenti nell'area di Nazareth.
Secondo quanto risulta dai dati disponibili, l'unità disponeva di un distaccamento ad Haifa diretto da Shaul Ben Shmuel, competente su quello che fino al 2011 era conosciuto come sub-distretto costiero; tale distaccamento fu reso autonomo nel maggio 2011 ed elevato al rango di Unità Yamar per la regione di Haifa.
 
Coastal district Yamar Unit
Nel maggio 2011, su ordine del nuovo capo della INP Yohanan Danino, dal distretto settentrionale di polizia fu distaccata l'intera fascia costiera precedentemente compresa nel sub-distretto di Haifa, che venne quindi elevata al rango distrettuale dando così origine al nuovo settimo distretto costiero di polizia. Conseguentemente, sulla base del precedente distaccamento investigativo diretto nel 2008 da Shaul Ben Shmuel, fu avviata la formazione di una unità Yamar basata ad Haifa la quale, già nel dicembre 2011 ha potuto rivendicare un importante successo contro il network criminale facente capo alla famiglia mafiosa Mor, specializzata in traffici illeciti ed estorsioni. Nel corso dell'operazione, diretta dal comandante dell'Unità Yamar, Eli Assayag e preparata per oltre un mese attraverso l'opera di due informatori sotto copertura, sono state tratte agli arresti ben 70 persone e sequestrate armi droga, esplosivi, conti bancari e veicoli. Secondo il comandante della INP del distretto costiero, Maggior Generale Hagai Dotan, l'operazione avrebbe coinvolto centinaia di poliziotti ed inflitto un severo colpo alla principali famiglie criminali attive nel nord di Israele.
L'operazione contro la famiglia Mor ha fatto seguito al clamoroso successo ottenuto nel novembre 2008 dall'unità investigativa di Ben Shmuel, in collaborazione con i servizi antidroga di altri paesi, conclusosi con il sequestro, tra le Bahamas, la Spagna ed il Perù di circa 1.500 kg di cocaina pura, pronta per essere importata in Israele dal trafficante internazionale Moshe Elgrably. Solo poche settimane prima, nel luglio 2008, oltre un quintale di cocaina colombiana era stata recuperata nel porto di Haifa dagli investigatori di Ben Shmuel, celata all'interno di un cointainer di caffè.
 
Central district Yamar Unit
Similmente ad altre unità Yamar, anche quella assegnata al distretto centrale, con sede a Ramla si è trovata ad attraversare una fase di crisi verso la metà del passato decennio, a seguito del grave scandalo che ha visto coinvolto il comandante dell'unità Yossi Boker, accusato nell'agosto/settembre 2005 di abusi sessuali e sospetta corruzione. La direzione del reparto, in attesa che venisse formalizzata la nomina del comandante titolare, fu quindi assegnata provvisoriamente al vice di Boker, Sovrintendente capo Danny Balorian, il quale si è trovato a dover gestire una struttura in piena crisi organizzativa e morale, aggravata dalla scelta del comando centrale della INP di riassegnare alcune importanti indagini, fino a quel momento gestite in proprio, all'Unità Yahbal. In particolare l'Unità Yamar per il distretto centrale ha dovuto rinunciare a gestire i dossier contro le famiglie criminali Abergil e Abutbul, i cui prodromi risalivano al "periodo d'oro" del reparto, coincidente con la gestione del Brigadier Generale Menashe Arviv (2002-2004) e di fatto conclusasi nell'autunno 2004 con la promozione di Arviv a comandante del sub-distretto Sharon ed il subentro di Boker. A tutto questo si è poi aggiunto uno scambio di accuse e recriminazioni con l'Unità Yamar di Tel Aviv, legate a dei casi criminali correlati avvenuti nel 2004.
Così come avvenuto in circostanze analoghe, l'ipotesi di corruzione a carico di Boker è stata investigata dall'Unità Mahash del Ministero della Giustizia.
In tempi più recenti l'attività dell'Unità Yamar del distretto centrale è stata rivolta alla lotta contro la malavita arabo-israeliana: in particolare, nell'aprile 2012 una complessa operazione ha avuto come obiettivo le attività illegali della potente famiglia criminale Abd-al-Khader, con l'arresto di nove dei suoi membri ed il rastrellamento del suo centro "strategico", una sorta di comprensorio fortificato munito di mura, telecamere e blocchi stradali, immerso nella cittadina a maggioranza araba di Tayibe, ai confini con la Cisgiordania. L'operazione organizzata dall'Unità Yamar, ha visto la partecipazione di elementi della polizia di Tayibe guidati dal comandante David Pilo, di un distaccamento della Guardia di frontiera probabilmente appartenenti all'Unità Yamag T'zabar e di bulldozer da demolizione.
 
Tel Aviv district Yamar Unit
Per anni considerata l'unità investigativa di élite della INP, grazie ai numerosi successi nella lotta al crimine ottenuti sotto la direzione di Menachem Frank, l'Unità Yanmar del distretto di Tel Aviv ha attraversato un periodo di crisi tra il 2002 e il 2007, durante il quale vi è stato un notevole decadimento nelle capacità investigative e nei risultati ottenuti, con conseguenti numerose richieste di trasferimento in altre sedi da parte di molti dei più capaci funzionari rimasti. Tale periodo ha coinciso con la direzione di Danni Avi Meir il quale, nel 2007, è stato infine sostituito da Shlomi Michael, fino a quel momento comandante dell'Unità Gideonim 33.
Contrassegnata dal fallimento di numerose indagini e dalla mancata risoluzione di alcuni clamorosi casi criminali avvenuti in quegli anni, la direzione di Avi Meir sarebbe stata caratterizzata da deficienze organizzative, irresolutezza e basso morale, con sporadici successi ottenuti qua e là. Tra questi, va ricordato lo smantellamento di un potente network criminale coinvolto in attività illegali e riciclaggio di denaro. L'operazione, avvenuta nel settembre 2005 dopo lunghe indagini,avrebbe portato all'arresto di almeno 18 persone e sarebbe stata svolta in collaborazione con la sezione di intelligence della polizia di Tel Aviv, diretta da Gadi Eshel. Secondo fonti della INP la nomina di Shlomi Michael (poi passato nell'ottobre 2012 al comando dell'Unità Yamam) è stata dettata dalla necessità di recuperare la perduta efficienza della polizia in una zona-chiave come quella di Tel Aviv, attraverso una figura dotata di carisma e leadership. In tal senso, il recupero di credibilità da parte dell'Unità Yamar di Tel Aviv è passato anche attraverso alcuni casi di forte impatto mediatico: tra questi ricordiamo il tentativo di omicidio del boss malavitoso Nissim Alperon (13 giugno 2012) - indagine poi trasferita per competenza all'unità antifrode Yaha - nonchè il doppio omicidio avvenuto nell'agosto 2009 nel locale gay Bar-Noar di Tel Aviv.
Attualmente l'Unità Yamar di Tel Aviv, nel frattempo passata agli ordini di Gadi Eshel, si trova dislocata nel nuovo grande edificio polifunzionale di Jaffa, inaugurato nel giugno 2005, nel quale hanno sede anche il Comando distrettuale di polizia, il dipartimento traffico, la Bomb Disposal Unit, il distaccamento di Tel Aviv dell'Unità Yaha e il comando di polizia del sub-distretto di Yaftakh, per un totale di circa 1.200 funzionari ed agenti.
Tra le sezioni interne dell'Unità Yamar di Tel Aviv, un ruolo importante è ricoperto dal Dipartimento Criminalità Russa, diretta nel 2005 dal Sovrintendente Pini Aviram, incaricata di perseguire gli eventi criminali collegati all'immigrazione dai territori dell'ex-Unione Sovietica ed in particolare, lo sfruttamento della prostituzione ed il traffico di schiave dall'Europa orientale, valutato in circa 2.000 ragazze all'anno. Dotata di interpreti, risorse, funzionari validi e strumenti legislativi adeguati, la divisione avrebbe contribuito ad una drastica riduzione nel traffico di prostitute, nonchè provveduto all'arresto di numerosi sfruttatori.
 
Jerusalem district Yamar Unit
Istituita per combattere i casi gravi di criminalità comune, l'Unità Yamar del distretto di Gerusalemme si è trovata a dover gestire problematiche analoghe a quelle affrontate dall'Unità Yamar di Giudea e Samaria, vale a dire atti illegali a sfondo nazionalistico perpetrati sia da estremisti palestinesi che ebraici; questi ultimi in particolare, nel contesto dello smantellamento definitivo della colonia abusiva di Migron, avvenuto nel settembre 2012, avrebbero compiuto attività intimidatorie e di vandalismo ai danni di civili palestinesi, oltre che contro obiettivi sacri cristiani, tra cui chiese e monasteri (le cosiddette azioni "price tag"). Va da sè come atti di questo genere, perpetrati da alcune schegge minoritarie di coloni oltranzisti, contribuiscano ad un aumento della tensione complessiva ed alla destabilizzazione di una situazione già di per sè estremamente delicata. Un caso particolarmente controverso è stato poi quello che ha portato all'arresto, da parte di funzionari dell'Unità Yamar di Gerusalemme, di due rabbini ortodossi, membri di un ricostitituito sinedrio, colpevoli di avere disconosciuto l'autorità giudiziaria civile israeliana in favore di quella religiosa ebraica, coinvolgendo nella loro disobbedienza alcune frange di coloni (ottobre 2010). Correlata a questo contesto risulta poi l'iniziativa, avviata dall'Unità Yamar nel maggio 2012, di reclutare elementi madrelingua Yiddish in grado di relazionarsi con gli abitanti del quartiere ultraortodosso Meah Shearim di Gerusalemme, tradizionalmente chiuso ed ostile. Questa inziativa ha fatto seguito all'arruolamento di madrelingua etiope, russa ed araba. 
Per un certo periodo, verso la fine degli anni Novanta, l'Unità Yamar di Gerusalemme è stata diretta da Uri Bar-lev, già comandante delle unità speciali Duvdevan e Gideonim 33, mentre nel 2010/2011 sarebbe stata agli ordini di Eli Osherov.
Tra le sezioni interne dell'Unità Yamar di Gerusalemme, vi sono il Dipartimento Operazioni Speciali delegato a muoversi nell'area grigia tra criminalità, terrorismo e rivolta popolare, l'Ufficio Interrogatori e il Dipartimento minorile; nel 2010, tutte queste sezioni sono state oggetto di un'indagine critica indipendente da parte dell'organizzazione per i diritti civili israeliana B'Tselem. 
 
Southern district Yamar Unit
Diretta da Yoram Levy dalla fine del 2004, l'Unità Yamar nel distretto meridionale è stata coinvolta a più riprese in scandali ed inchieste che ne hanno minato a lungo l'immagine e l'efficienza. In particolare l'unità è stata oggetto di una indagine interna condotta dalla commissione parlamentare Zeiler, istituita per investigare su alcune presunte irregolarità e negligenze (il cosiddetto "affare Perinian") commesse a partire dal 1999, sotto la direzione del comandante Amir Gur (sostituito nel 2000 ma poi scagionato). Tale indagine avrebbe avuto delle ulteriori ripercussioni, tanto che nel corso di una inchiesta successiva condotta dal nucleo investigativo del Ministero della Giustizia (Mahash), sarebbe stata esaminata la posizione dello stesso Levy, in merito a possibili fatti di corruzione e connivenza con esponenti mafiosi israeliani (2005).
In tale contesto, secondo notizie riportate dai media israeliani, nel 2005/2006 l'unità Yamar responsabile per il distretto meridionale avrebbe cessato di esistere e sarebbe stata sostituita da due nuove unità sub-distrettuali: una responsabile per l'area del Negev, con comando a Beersheba e l'altra competente sulla regione di Lachish, con sede probabilmente nella città portuale di Ashdod. Non è tuttavia chiaro se tale decisione, a suo tempo annunciata dall'allora comandante della polizia Moshe Karadi, sia stata effettivamente implementata, in quanto nel maggio 2007 lo stesso Karadi dovette rassegnare le proprie dimissioni, dopo essere stato raggiunto a sua volta dall'onda lunga dello scandalo disvelato dalla commissione Zeiler.
In tempi più recenti, il prestigio dell'Unità Yamar per l'area del Negev è stato risollevato dal successo di un'operazione antidroga attuata in collaborazione con unità di polizia e delle IDF, conclusasi con l'arresto di tre trafficanti ed il sequestro di ben 72 kg di eroina di provenienza giordana.
 
Judea and Samaria Yamar Unit
Del tutto particolare è la situazione nella quale si trova immersa l'Unità Yamar competente sulla Cisgiordania, con sede nel sobborgo di Ma'ale Adumim. Infatti, in tale regione sono più che mai frequenti le attività criminali a sfondo etnico-nazionalistico, perpetrate tanto dai residenti palestinesi quanto dai coloni ebrei, molto spesso sconfinanti in atti di terrorismo o di contro-terrorismo da una parte e dall'altra. Per tale ragione in tempi recenti (ottobre 2012) è stata annunciata, dal comandante della polizia israeliana Yohanan Danino, il rafforzamento dell'Unità Yamar competente su Giudea e Samaria, attraverso l'innesto di nuovo personale e l'attivazione di nuove sezioni specializzate, una delle quali destinata a combattere i "price tags", vale a dire gli atti di vandalismo e violenza commessi ai danni della popolazione civile palestinese da gruppi di coloni oltranzisti. In tal senso, l'iniziativa di Danino non appare estemporanea, bensì supportata a livello politico in quanto, fin dall'inizio di ottobre era stata proclamata la "tolleranza zero" contro tali fenomeni da parte del governo Netanyahu, con conseguente allocazione di personale di rinforzo e risorse aggiuntive (oltre 6 milioni di USD nel 2012). Lungo questa linea va pertanto ricondotta l'attivazione, nell'ambito dell'Unità Yamar, del Dipartimento Crimini Ebraici, preposto ad investigare le attività illegali dei coloni (ottobre 2012). 
Precedentemente, l'istituzione di un sesto distretto di polizia competente sui territori occupati era stata raccomandata da una commissione di inchiesta governativa israeliana, diretta dal presidente della Corte Suprema Meir Shamgar il quale, fin dal 1994 aveva sottolineato la necessità di tutelare la popolazione palestinese da eventuali crimini commessi da parte israeliana. Per tale ragione la INP aveva esteso la propria giurisdizione alla Cisgiordania, costituendo, tra l'altro una Central Unit incaricata di perseguire i crimini maggiori, nonchè uno speciale teams di investigatori delegati a reprimere la criminalità ideologica.
Ovviamente, l'attenzione degli investigatori INP nel West Bank è massimamente connessa con la sicurezza generale dello stato israeliano e va quindi letta in tale contesto la presenza, nell'ambito dell'Unità Yamar, di una importante sezione interrogatori, dotata di investigatori specializzati ed interpreti. In tal senso, l'Unità Yamar per la Cisgiordania, risulta collabori attivamente con le altre forze di sicurezza nella repressione delle possibili minacce legate al terrorismo, attraverso la condivisione di informazioni ed il supporto operativo e tecnico a tutte quelle unità ed agenzie specializzate nella lotta a questo pericolo mortale per la stabilità e la pace dell'intera regione mediorientale.
 

 

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