Apocalypse Now
Francis Ford Coppola

stelline 5stellina doro

Cupo, ossessivo, allucinato. E assolutamente straordinario. Centinaia di recensioni sono state scritte su Apocalypse Now, sulla sua complessità, sulla sua profondità, sulla sua estetica iperbolica, sui suoi innumerevoli temi: difficile quindi trovare qualcosa di nuovo o almeno di diverso. Inutile anche riassumerne la trama, in quanto nota pressochè universalmente.
Dunque, cos'altro poter aggiungere?
.. apocalypse now
Discostandosi per un attimo dall'ambientazione generale del film - la guerra del Vietnam nella sua rappresentazione più estrema - Apocalypse Now è un viaggio a ritroso verso il nucleo primigenio della psiche umana, là dove ancora risiedono le memorie ancestrali pre-evolutive: istinto puro, pulsioni sessuali e aggressività genetica, caratteri cioè non ancora imbrigliati da tutte quelle sovrastrutture equilibratrici della natura biologica, quali l'etica, la ragione ed i precetti religiosi sintetizzati nei concetti di Bene e di Male.
Fulcro centrale della costruzione coppoliana è Walter Kurtz interpretato da un magnetico Marlon Brando, colonnello disertore dell'esercito americano elevatosi a sovrano assoluto di un regno pagano nascosto nel cuore della giungla cambogiana, immerso nella naturalità più selvaggia denudata da qualsivoglia concetto dì etica e di menzogna: di fatto una società primordiale a-culturale, basata sul puro istinto e sul soddisfacimento dei bisogni naturali immediati.
Padre, padrone e monarca di questo universo selvaggio, Kurtz domina su quella che Coppola configura come una società distruttiva post-neolitica imbevuta di morte, di ritualità orgiastiche, di ostilità, tensione e paura, di simboli totemici, di vittime sacrificali e carnalità senza freni; il tutto a comporre un affresco allucinato e crudele, tanto antitesi di quella cultura convenzionale ed ipocrita abbandonata da Kurtz, quanto sintesi di un caos primordiale di raggelante bellezza. Al centro di tutto questo, assiso su un trono di rovine putrescenti, eroe solitario di un palcoscenico orripilante, troviamo Kurtz, monarca trascendente oramai proiettato al di là del senso comune, detentore di un potere pseudo divino ma allo stesso tempo prigioniero dei suoi stessi seguaci idolatri.
Angeli decaduti, i sudditi di Kurtz si presentano come esseri a-morali, naturalmente innocenti in quanto posti al di sopra di ogni concetto di Bene e di Male ed oramai protesi verso il superamento del dualismo tra la morte quale negazione della vita e la vita stessa, di fatto rimpiazzata da una condizione post-umana: senza principi, senza regole, senza giudizio, senza peccato, talmente pura da evaporare nel nulla. Un nulla spaventevole e di fatto insostenibile, che Kurtz sublimerà offrendosi al machete impugnato da colui che era stato inviato ad ucciderlo, ma che si scoprirà essere poi il mezzo, individuato dallo stesso Kurtz oramai consapevole di avere oltrepassato la linea del non-ritorno, per porre fine al suo regno-prigione di violenza e follia.
Dunque, la parabola finale di Kurtz coinciderà con il disvelamento al suo assassino/giustiziere, capitano Benjamin Willard (interpretato da un ottimo Martin Sheen), del cuore di tenebra celato sul fondo dell'abisso, in una reggia decadente sommersa dalla vegetazone putrida e malsana, punto di arrivo del suo viaggio purificatorio lungo il fiume, ma anche punto di partenza per ciò che Willard deciderà di diventare dopo la morte di Kurtz: scelta che lo stesso Coppola contribuisce a lasciare in sospeso, attraverso la successiva distribuzione di tre finali differenti.
Sullo sfondo, al punto culminante di questa metamorfosi dallo stato naturale alla insostenibile perfezione del non-essere, andrà in scena il rito finale olocaustico, con la partecipazione collettiva dei seguaci di Kurtz al sacrificio di un caribù ed all'acclamazione del nuovo dio incarnato in Willard: un sacrificio di sangue avvolto in un ipnotico alone di violenza idolatra, riflesso di memorie ancestrali richiamate in superficie alle quali Willard, dopo averne assaporato l'ebbrezza, riuscirà forse a sottrarsi.
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   Scheda Tecnica
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Titolo originale:
Apocalypse Now Redux 
Anno: 2001
Durata: 195 minuti
Formato: colore
Regia: Francis F. Coppola
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