La sottile linea rossa
Terrence Malick

 

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Più di un film, una sinfonia. Più di una sinfonia, un cantico.Accompagnato dalla voce soffusa del soldato Witt (interpretato da un ispirato Jim Caviezel), che morirà nelle scene finali,Terrence Malick mette in scena, conLa sottile linea rossa, un'opera di straordinaria bellezza e rara intensità, seguendo le vicende di una compagnia di Marines impegnata nella campagna di Guadalcanal.
.. sottile linea rossa
Attenzione, però: qui non siamo di fronte al "solito" film di guerra più o meno riuscito, bensì ad una pellicola che utilizza la guerra per parlare d'altro: di vita, di morte, di rinascita. In altre parole dell'uomo, della natura e del ciclo dell'esistenza: temi, questi, che Malick porterà poi alla loro massima espressione con lo straordinario e irripetibile The tree of Life.
Ma se in The tree of Life Malick amplierà il suo discorso all'universo intero, ne La sottile linea rossa il regista si "limita" all'uomo ed al suo rapporto con il mondo. In tal senso, La sottile linea rossa può essere letto come introduttivo a The tree of Life: se in quest'ultimo prevale la visione macrocosmica, nel primo si insiste invece su quella microcosmica; se in uno l'uomo è una molecola nell'infinito, in un tutto dove spazio e tempo non hanno più significato, nell'altro ritroviamo invece orizzonti più "terreni" e circoscritti, nei quali l'uomo interpreta la sua parte di rilievo, sia pure come elemento disturbante.
Entrambe le opere sono permeate da profondo panteismo immerso in una natura densa, avvolgente e perennemente mobile all'interno di un equilibrio perfetto di spiritualità e bellezza: spiritualità che Malick insuffla ne La sottile linea rossa attraverso la figura del soldato Witt, vero spirito-guida lieve e doloroso, Cristo incarnato che suggerisce allo spettatore chiavi di lettura e riflessioni sulla vita, e che come Cristo compirà il suo sacrificio finale, sia pure nella forma di una pallottola giapponese passata attraverso un Golgotadi acqua e di colori.
In tal senso, l'acqua, come culla primigenia della vita è una componente cardine della filosofia di Malick, così come i colori che ne esaltano la bellezza, ed ambedue gli elementi ricoprono un posto fondamentale, tanto ne La sottile linea rossa che in The tree of Life.
L'acqua, in particolare, accompagna il lento fluire de La sottile lina rossa, collegando di fatto l'inizio del film alla sua fine, attraverso le medesime inquadrature.
In questo disegno, la morte di Witt serve a chiudere il cerchio attorno alla materialità terrena dell'evento narrato nel film - la guerra, la sofferenza, il disequilibrio portato dall'uomo alla natura - e segna di fatto la sua palingenesi verso una dimensione metafisica fatta di perfezione e di bellezza, simboleggiata da un nuovo ciclo che si riapre immediatamente dopo la chiusura del primo, attraverso un seme germogliato posato sulla sabbia di una spiaggia bagnata dall'oceano.
Acqua, quindi,come grembo materno, liquido amniotico dal quale Witt era uscito all'inizio del film per percorrere il suo ciclo vitale fino al suo inevitabile compimento ed acqua, poi, come elemento rigeneratore nel quale tuffarsi nuovamenteal termine del ciclo, per potersi ricongiungere con l'Essere panteista presente in lui e nel tutto, dove/dal qualeWitt potrà finalmente trovare (forse) lerisposte a quelle domande che per tutto il defluire del film non aveva mai cessato di porre, a sè stesso ed a noi ("questo grande male, da dove viene? Come ha fatto a contaminare il mondo? Da quale seme, da quale radice, si è sviluppato? Chi è l'artefice di tutto questo, chi ci sta uccidendo, chi ci sta derubando della vita e della luce prendendosi beffe di noi?").
Acqua come elemento supremo, bramata e ricercata per tutto il film da soldati disidratati, ansiosi di spengere una sete che, probabilmente, non è unicamente quella fisica, ma anche di risposte.
Acqua, infine, come abluzione rituale per i superstiti della battaglia, liberi di poter fare finalmente un tuffo purificatore nell'oceano, in una scena che verrà citata, quasi in fotocopia,anche da Clint Eastwood, in Flags of our fathers.
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In tutto questo, La sottile linea rossa non è solo un film da vedere, ma anche e soprattutto da sentire e da pensare. Malick pone domande, suggerisce riflessioni, induce suggestioni. Ma non ambisce a fornire risposte definitive,che forse stanno nel grande dualismo della natura come ipotizzato da Witt nelle battute iniziali del film: "Cos'è questa guerra nel cuore della natura? Perchè la natura lotta contro sè stessa? Perchè la terra compete contro il mare? C'è una forza vendicativa nella natura? O forse più di una?".
Ecco, possiamo davvero imputare il male alla parte oscura della natura, oppure è solo l'uomo la fonte di turbamento in un equilibrio altrimenti perfetto? Non è possibile stabilirlo, almeno con gli strumenti cognitivi di cui disponiamo. Nessuno conosce il grande disegno, nè Malick pretende di spiegarlo. Malick, semplicemente, osserva e riflette: la poesia di un gioco tra bambini ed il furore di un assalto ad una collina fortificata, l'erba rigogliosa smossa dal vento e l'esplosione di una granata vicino al corpo di un uomo, la lieve soavità di un incontro d'amore e l'oscena visione di un volto pietrificato semisommerso dalla sabbia.
C'è una relazione tra tutte queste cose, tra la luce e l'ombra, tra lalucidità e la follia, tenute ancora separate da una sottile linea rossa. Una linea di sangue che solo l'uomo può decidere o meno di superare, al cospetto di una natura superiore e indifferente che, probabilmente o forse no, potrebbe anchefare del tutto a meno di lui..
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 Scheda Tecnica
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Titolo originale: The thin Red Line
Anno: 1998
Durata: 170 minuti
Formato: colore
Regia: Terrence Malick
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